Itinerario n. 90 – Pellestrina Smart Experience, giro dell’Isola di Pellestrina
Panoramica
Alla scoperta di una Pellestrina che solo a piedi è possibile vedere, un’esperienza unica, la Pellestrina Smart Experience.
Un itinerario di 17 chilometri (ma per i più audaci abbiamo una proposta più impegnativa, di 25 chilometri, vedi variante 5, la Pellestrina Full Experience) in un’ area di raro fascino che unisce borghi di pescatori lungo la laguna di Venezia, difese a mare della città – i Murazzi – spiagge selvagge e prive di servizi ma dove l’ ingegno delle popolazioni locali ha saputo unire la manutenzione della costa con comfort essenziale per giornate al mare.

Siamo nell’ isola di Pellestrina, la parte sud della striscia di terra che separa la laguna dal mare e che protegge la città di Venezia.
L’ itinerario che proponiamo ci consente di percorre ad anello gli abitati di San Piero in Volta e di Pellestrina, i Murazzi di Pellestrina (più selvaggi e impegnativi per la corsa di quelli di Malamocco) e la sottostante spiaggia libera e “dura”, una sottile striscia di sabbia a tratti addolcita da dune e vegetazione costiera.

Nel nostro percorso incontreremo prima un fondo agevole nell’ attraversamento dei paesi (tutta strada carrabile), poi un po’ tortuoso, ma tutto in cemento, nei tratti sommitali dei Murazzi con continui su e giù tra rampe, scalini e vegetazione incolta e, infine più impegnativo lungo la spiaggia dove è bene cercare il bagnasciuga per trovare un fondo un po’ compatto.
Tre fondi diversi per differenti modalità di corsa e di camminata, tre paesaggi, tre esperienze per un’immersione nella natura, nella cultura, nella storia ma anche nella fatica di vivere in un’area isolata.
Qui descriviamo l’ anello completo intorno all’ isola percorrendo all’ andata la strada che costeggia la laguna e che attraversa le zone abitate dei due paesi e dei loro borghi e brevi tratti di Murazzi e nel ritorno la spiaggia in tutta la sua estensione.
Nella descrizione trovate dei rimandi a varianti per spezzare il percorso di 17 km in più tratte o per costruire un tracciato personalizzato sulla base delle preferenze di lunghezza o tipologia di ambiente e fondo stradale.
Chilometraggio
17 km
Dislivello positivo
Pianeggiante
Descrizione tecnica
Partendo dal pontile di arrivo del ferry boat dagli Alberoni, inizialmente si percorre un tratto di poco meno di un chilometro tra laguna e valli fino all’ accesso alla stradina ciclo-pedonale che si vede sulla destra e che si addentra in laguna.

Percorso questo tratto, dopo un chilometro e mezzo si entra nel borgo di San Piero in Volta e lo si attraversa tutto percorrendo la strada che costeggia la laguna, Strada Comunale della Laguna.

In questo tratto si incontrano numerose fontanelle (na parliamo più avanti)…

…. ed esercizi commerciali per rifornimenti, compresi panifici artigianali dove trovare sempre freschi e croccanti i celebri bussolai alla sampierotta.




Passato il paese di San Piero e il borgo di Portosecco, prima che inizi una pista ciclo – pedonale che costeggia la laguna (pista ciclabile Brahim) , si segue il tracciato della strada lagunare che compie una curva di 90^ a sinistra e abbandoniamo per 3 chilometri la laguna per andare a percorrere un tratto di Murazzi. Siamo al km. 3,500 del nostro percorso.
Percorso il breve tratto di strada che tiene sulla destra gli impianti sportivi, si attraversa la strada principale e si sale sui Murazzi attraverso gli scalini che abbiamo davanti.


Saliti sui Murazzi, si procede a destra per circa tre km e si percorre la loro parte più panoramica – in alcuni tratti è possibile spaziare con lo sguardo dal mare alla laguna e spingersi fino ai Colli Euganei – fino all’altezza della chiesa di Sant’ Antonio (della quale si vede il campanile) e per agile scaletta si scende, si imbocca la stradina che si ha davanti e si ritorna in laguna, nel centro abitato di Pellestrina. Siamo al km. 6,500 del nostro percorso.


Arrivati in laguna si percorre la strada che la costeggia fino a quando si interrompe sul plateatico di un ristorante.
Prendendo la calle sulla sinistra si arriva nel piazzale della chiesa di Ognissanti dove prendendo la stradina che tiene la chiesa sulla sinistra, si abbandona definitivamente la laguna al km. 8,800 del nostro percorso …

… e si arriva ai piedi dei Murazzi sui quali si sale per i gradini che si vedono sulla sinistra all’uscita della stradina appena percorsa.

Si procedere lungo la parte sommitale dei Murazzi per 500 metri fino all’accesso al mare posto all’altezza della fermata bus Campo Stella e del Pennello 15; qui attraverso gli scalini con corrimano si scende nella trincea e si imbocca il sentiero che attraversa la duna costiera nella vegetazione e ci porta in spiaggia (in alternativa vedi variante 2). Siamo al km. 9,400 del nostro percorso.


Entrati in spiaggia si percorre tutto il litorale fino alla bocca di porto di Santa Maria del Mare.
Sono 7 chilometri di spiaggia libera (variante 3), selvaggia, dove in stagione ci sono numerose baracche costruite con il legname portato dai fiumi e rilasciato dal mare dove trovare momentaneo riparo all’ombra dei teli stesi dei “proprietari”.




Ricordiamo che pur trattandosi di costruzioni “spontanee” (nel senso di non autorizzate), ci sono persone che hanno dedicato tempo alla loro costruzione e manutenzione e che va dovuto il massimo rispetto nell’uso dei materiali e attenzione nel non lasciare spazzatura.



In questo percorso si incontreranno ben 18 dighe anti erosione o, nel gergo ufficiale “pennelli”. Sono tutte percorribili agevolmente per la loro lunghezza; sono costruite con blocchi di pietra disposti a formare delle superficie piatte, dove ci si può stendere a prendere il sole ed, essendo per lo più isolate e se si è in buona compagnia, è possibile trascorrere un paio d’ore a giocare piacevolmente al sole e tuffarsi nell’acqua come mamma ci fece :-).


Molto bella la veduta che si ha dalla spiaggia delle zone abitate, con i numerosi campanili che svettano tra la vegetazione delle dune.




Come ultima uscita dalla spiaggia si può imboccare la traccia ben visibile all’altezza del pennello 2 (in alternativa vedi variante 4). Si attraversa la spiaggia, si scavalcano le dune – vedi traccia – e attraverso una comoda scalinata ci si immettersi sui Murazzi. Siamo al km. 16.00 del nostro percorso.


Arrivati sui Murazzi si scende sulla strada principale attraverso al scalinata che si ha davanti abbandonandoli definitivamente.
Raggiunta la strada principale si percorre a ritroso il primo tratto fatto all’andata, tra laguna e valli e in un chilometro si completano i 17 chilometri della Pellestrina Smart Experience.

Prima di prendere i bus e il ferry boat per ritornare, ci si può ristorare al bar oppure godere del fresco e dell’ombra delle panchine pubbliche posizionate lì vicino.

VARIANTI
Queste varianti sono riferite ai punti indicati nella descrizione tecnica.
Variante 1, meno Murazzi più laguna.
Sacrificando due chilometri sui Murazzi, nella loro parte più panoramica, si può continuare il percorso lungo la pista ciclo pedonale in un ambiente duro, tra capannoni di attività produttive dismesse, campi e laguna fino al settimo chilometro circa quando per la presenza di un cantiere navale si è obbligati a prendere la stradina sulla sinistra.
Arrivati sulla strada principale si sale sui Murazzi attraverso la scalinata che si vede davanti e si procede come indicato nella descrizione dell’itinerario.

Variante 2, a mollo nell’acqua fino alle caviglie.
Saliti sui Murazzi si può scendere subito in spiaggia all’altezza del pennello 16 dove è possibile vedere complesse costruzioni spontanee ma dove è possibile trovare lo stretto tratto di spiaggia invaso dal mare e questo potrebbe costringere a camminare dentro l’acqua per qualche decina di metri.




Variante 3, alternare spiaggia e Murazzi.
Percorrere per 8 chilometri la spiaggia, su fondo molle, anche lungo il più compatto bagnasciuga, potrebbe essere pesante e “tagliare” le gambe. Nessun problema. Per tutta la lunghezza della spiaggia ci sono numerosi passaggi sulle dune di sabbia e tra la vegetazione che separano dai Murazzi. Attraverso questi passaggi – facilmente visibili – si attraversa la trincea che separa le dune dalla muratura esterna dei Murazzi …

….si scavalca il muro-parapetto e si arriva sulla parte sommitale delle difese a mare. Tenete presente che i Murazzi sono percorribili SOLO A PIEDI per tutta la loro lunghezza e che in qualsiasi momento si può passare dai Murazzi alla spiaggia e viceversa.
Variante 4, in emergenza, c’è sempre l’autobus.
In caso di difficoltò a completare l’itinerario, si tenga presente che è attivo il servizio pubblico di autobus, linea 11, che passa lungo la strada principale ogni mezz’ora
Variante 5, Pellestrina Full Experience.
Per i più audaci proponiamo la PFE, Pellestrina Full Experience. 25 chilometri per esplorare tutta la tratta lagunare, tutti i Murazzi e tutta la spiaggia. Con questo super percorso si percorrono per intero i tre ambienti che caratterizzano l’isola di Pellestrina e ci si prende tutta la sua bellezza.
I riferimenti di dettaglio sono presenti nella descrizione dell’itinerario base.
Qui indichiamo la sequenza dei tratti da percorrere con qualche indicazione specifica per la PFE.
Si parte, come per l’itinerario “base”, dal luogo di arrivo del ferry boat e ci si inoltra verso il borgo di San Piero in Volta.

Si percorre tutta la parte lagunare, compresa la pista ciclo pedonale a picco sulla laguna fino all’ interruzione del cantiere navale.
Qui si esce verso la strada principale e la si percorre per 400 metri fino ad incontrare sulla destra una stradina che confina con il cantiere navale e il cui accesso è indicato da un cancello in ferro, che ho visto sempre aperto. Se fosse chiuso si procede ancora per 100 metri fino alla stradina con segnale di divieto di accesso alle biciclette, vedi foto.


Con questo percorso non saliamo sui Murazzi che consigliamo , invece, per il percorso base ma che percorreremo successivamente.
Attraverso questa stradina si ritorna in laguna e tenendo la sinistra si attraversa tutto il borgo di Pellestrina; come indicato nel PSE, si sale sui Murazzi una volta arrivati alla chiesa di Ognissanti. Abbiamo già percorso 9 km.
Saliti sui Murazzi, dopo 500 metri si scende in spiaggia e la si percorre tutta, fino al pennello 2 dove si esce dalla spiaggia e si sale sui Murazzi, come indicato nel PSE. In questo tratto si possono esplorare alcune dighe, o pennelli, fermarsi per prendere il sole o fare il bagno, in stagione.

Questo tratto, dove non si ha alcuna possibilità di ristoro ed è tutto in battuta di sole, è di 7 km
Arrivati sui Murazzi, dopo aver attraversato la trincea e senza scendere, si gira a sx e si percorrono tutti gli 8 km dei Murazzi fino all’ estremo sud dell’isola.
Anche lungo questo tratto non c’è alcuna possibilità di ristoro ma si può raggiungere facilmente la zona abitata dove si trovano bar, ristoranti e fontanelle.
Percorsi i Murazzi, si scende all’ altezza della chiesa di Ognisssanti (vedi campanile) e si procede a sx fino alla fermata Cimitero della linea 11, dove si prende l’ autobus e in 45 minuti si rientra al Lido di Venezia.
Punto di partenza
La Pellestrina Smart Experience inizia, provenendo da Venezia e Lido di Venezia, a Santa Maria del Mare, all’arrivo del ferry boat nell’isola, nei pressi del bar el Chiosco, aperto tutto l’anno e tutti giorni.

Pellestrina non è proprio dietro l’ angolo, ma il viaggio per arrivare sul posto (stimate un’oretta e mezza – ma anche meno se siete fortunati con le coincidenze – una volta arrivati a Venezia) viene ampiamente ripagato da ciò che troveremo, in termini di bellezza ambientale e di impegno atletico.
Pellestrina può essere raggiunta da più punti. La proposta che facciamo qui privilegia la disponibilità di mezzi pubblici. Venezia è, infatti, raggiungibile agevolmente da ogni città.
Dalla stazione ferroviaria di Venezia si prende il battello per il Lido di Venezia, 5.1 oppure 6 (più veloce ma da Piazzale Roma, pontile B). In mezz’ora si arriva al Lido, piazzale Santa Maria Elisabetta. Entrambe le corse hanno una cadenza di 20 minuti.

Dal Lido si prende l’ autobus n. 11 (all’ ora e alla mezza) e in mezz’oretta, dopo l’attraversamento della bocca di porto degli Alberoni su ferry boat sul quale si imbarca l’autobus, si è sul punto di partenza. In 45 minuti si arriva al capolinea, all’estremo sud dell’isola.
Durante l’ attraversamento della bocca di porto si può scendere dall’ autobus e sbarcare a piedi per arrivare al nostro punto di partenza.
Il Lido di Venezia può essere raggiunto anche da Jesolo Treporti Cavallino via ferry boat.
Si può raggiungere il punto di partenza con la propria auto attraverso il ferry boat dal Tronchetto per il Lido di Venezia.
Il nostro anello può essere raggiunto anche da Chioggia con il vaporetto. In questo caso il percorso inizia dalla punta sud di Pellestrina, non da quella nord e seguendo la nostra descrizione si percorre inizialmente il tratto sulla spiaggia e successivamente quello attraverso i borghi.
Profilo altimetrico
Non presente in quanto itinerario pianeggiante.
Mappa

Traccia GPS
Punti di interesse
Pellestrina
L’isola di Pellestrina è costituita da due paesi borghi: San Pietro in Volta, con il borgo di Portosecco e Pellestrina, oltre alle località di Santa Maria del Mare, a nord, e Ca’ Roman, a sud. In totale gli abitanti dell’isola non superano le 4 mila persone.
Questa striscia di terra è lunga 10 chilometri e larga tra i i 25 metri e il chilometro.
Considerato il suo relativo isolamento dal caos delle aree urbane vicine – anche il Lido di Venezia e Chioggia – l’area è particolarmente attraente per chi ama la tranquillità e lo sport “lento”.

Recentemente l’isola è stata scoperta, e invasa, dai cicloturisti che la percorrono in velocità, anche nelle stradine strette in cui vi è l’obbligo di procedere con i cicli a mano. Anche per questa “invasione” si è parlato di contingentare l’accesso alle biciclette.

Ecco, quindi, la nostra proposta di esplorare l’isola, i suoi tanti ambienti naturali e umani e di gustare le sue tante ghiottonerie con il mezzo di locomozione più rispettoso dell’ambiente che ci sia: le nostre gambe e i nostri piedi.
Nella prima parte dell’isola venendo dal Lido di Venezia si incontra Santa Maria del Mare, un’area verde, con alberi e valli da pesca, tipiche aree lagunari dove si pratica la pesca antica in “vallicultura”.
Successivamente si incontra il borgo di San Piero in Volta, il più antico dell’isola, una località a vocazione marinara dove la principale attività economica è la pesca.

Procedendo lungo la strada lagunare si arriva a Portosecco, e, infine, a Pellestrina, borgo diviso in quattro sestieri (Scarpa, Zennari, Vianelli e Busetti) che prendono il nome dalle quattro famiglie che qui ripopolarono l’area dopo la Guerra tra Venezia e Genova della fine del Trecento.

Infine, l’estremità meridionale dell’isola è occupata dalla riserva naturale di Ca’ Roman, una spiaggia selvaggia con un sistema di dune sabbiose di rara bellezza (per un’escursione a Ca’ Roman vedere il nostro itinerario n.86).
Tipico di Pellestrina è il merletto ma nella lavorazione a fusello (non ad ago come quello di Burano), una tecnica che richiede l’uso di filati arrotolati su particolari rocchetti (i fuselli) e un cuscino imbottito, il tombolo, o “balon”, in dialetto locale, come supporto.
Piccolo museo della laguna sud
Un piccolo museo costruito pazientemente dalla comunità locale per preservare la memoria dei fatti più significativi. Anche la sola esplorazione del sito del museo ci dà un’idea realistica e toccante di cosa sia successo durante la “grande paura” dell’acquagranda del 4 novembre 1966 quando Venezia stessa rischiò di scomparire.
Di grande interesse storico e culturale la sezione dedicata ai Murazzi, una struttura essenziale nel mantenimento in vita di Pellestrina stessa ma anche di Venezia.
Il museo è visitabile solo di sabato e domenica dalle 10 a mezzogiorno.

Per non dimenticare il gravissimo momento attraversato dall’isola, ed a rappresentazione plastica del tremendo impatto emotivo dell’evento, ad un anno di distanza la popolazione volle erigere un monumento che ne trasmettesse il ricordo alle future generazioni.
Le dighe
Lungo il litorale si trovano ben 18 dighe frangiflutti che per la loro conformazione si prestano ad essere utilizzate come postazioni isolate (come se ce ne fosse bisogno) per rilassarsi, giocare e prendere comodamente il sole. Come la spiaggia anche le dighe sono state colonizzate dalla popolazione locale con la costruzione di baracche ma anche come ricovero di imbarcazioni (attività formalmente proibite per legge).
Questa strutture sono state costruite di recente (dopo l’Acqua Granda del 1966) con lo scopo di potenziare l’opera difensiva dei Murazzi ed hanno la funzione “rompere” la forza delle onde del mare e di favorire la formazione di bassifondi e arenile.





Per chi è alla ricerca di un po’ di pace, la zona meno frequentata è quella tra le dighe 8 e 9, fermate bus La Mara e Centro Ittico

I Murazzi di Pellestrina
I Murazzi di Pellestrina sono imponenti dighe in pietra d’Istria, costruite dalla Repubblica di Venezia nel XVIII secolo per proteggere l’isola e la laguna dalle mareggiate e dall’erosione marina. Ideati da Vincenzo Maria Coronelli e realizzati principalmente da Bernardo Zendrini a partire dal 1744, questi manufatti, che si estendono per circa 10 chilometri lungo il litorale di Pellestrina, rappresentano un’importante opera di ingegneria idraulica e un simbolo della lotta tra uomo e natura. Prima della costruzione di murassi la difesa a mare era data da palafitte rinforzate con sassi e sabbia e poi le cosiddette “palàe”, file di pali di legno.

I Murazzi furono concepiti per sostituire sistemi difensivi precedenti meno efficaci. La loro costruzione fu un’impresa monumentale, costata ingenti risorse alla Repubblica. Nonostante la loro imponenza, furono danneggiati da mareggiate significative, in particolare quella del 1966, che contribuì all’eccezionale acqua alta a Venezia. Il loro ruolo si è modificato nel tempo, soprattutto con l’arretramento del mare che ha creato l’attuale arenile.

Oggi, i Murazzi non sono più solo una difesa passiva, ma sono diventati un elemento centrale del paesaggio e un luogo di grande fascino turistico. Offrono un suggestivo percorso pedonale che permette di ammirare il mare da un lato e la laguna dall’altro, diventando una meta ambita per passeggiate e gite. Sono stati inoltre oggetto di recenti interventi di consolidamento e rinforzo, con la costruzione di pennelli perpendicolari alla diga per proteggere ulteriormente il litorale.

La linea “difensiva” dei Murazzi, oltre alla sezione di Pellestrina che arriva fino a Ca’ Roman, è formata anche da quella del Lido di Venezia di 5 km da Ca’ Bianca agli Alberoni e da quella di Sottomarina di poco più di un chilometro.

Altre informazioni qui http://sogniinviaggio.altervista.org/i-murazzi-di-pellestrina/
(Parte del testo di questo paragrafo è stato generato con AI)

Qui di seguito un’immagine impressionante: l’acqua del mare che scavalca i murazzi e si riversa in laguna dopo aver attraversato l’isola.
Immagine di repertorio. Dal sito del Piccolo Museo di Pellestrina

A ricordo della “grande paura” del 4 novembre 1066 è stato eretto un cippo che rappresenta la “grande onda” che scavalca i murazzi e si abbatte sull’abitato di Pellestrina

La spiaggia libera
Lungo tutto il litorale di Pellestrina non ci sono costruzioni, non ci sono stabilimenti balneari, non ci sono bar, non si trovano esercizi pubblici per bere o per mangiare. Tutto il litorale è spiaggia libera, ognuno si può sistemare dove meglio crede usando la propria attrezzatura e portandosi propri generi di conforto. Pellestrina non è, quindi, il luogo per chi ama la spiaggia confortevole, alla moda, caciarona ma è la spiaggia ideale per chi ama il mare che sia solo mare, silenzio, poca gente.

Il litorale di Pellestrina, grazie a queste caratteristiche strutturali ha assunto col tempo un aspetto particolare: gli abitanti del luogo hanno “colonizzato” l’area e la hanno resa “abitabile” costruendo con il legname portato dal mare – e con qualche integrazione – un vero e proprio villaggio diffuso di baracche, di differenti dimensioni, foggia, struttura e “arredando” queste baracche con mobilio di recupero ma anche con qualcosa di più confortevole. Il risultato è un raro esempio di urbanistica spontanea (eufemismo per abusiva), un’opera di architettura popolare che si materializza ad inizio stagione per poi svanire con i primi freddi e le prime mareggiate (tutto il materiale vie ricoverato per l’inverno nella trincea tra le dune i murazzi).

La maggior parte di questi alloggi è senza alcun sbarramento all’accesso; solo pochi sono chiusi come fossero una proprietà privata.
In stagione questa “città” spontanea si popola di grandi e piccini, e le baracche con i loro teli verdi offrono ricovero dal sole battente, diventano luoghi frequentati per aperitivi, feste, grigliate di pese e carne con il prosecco che scorre a fiumi.

Tutto all’insegna della spontaneità, dell’autenticità, della libertà più libera … fino a quando su tutto questo spontaneismo le autorità chiuderanno un occhio, ma anche tutti e tre … perché tutta questa “urbanizzazione” che continua da decenni non ha alcuna autorizzazione ma fa parte del costume, della cultura del posto, tanto che senza di essa Pellestrina non sarebbe Pellestrina e l’arenile lasciato a se stesso sarebbe un ammasso di sporcizia, pezzi di legno e plastica.
Però qualcosa si muove. E’ di pochi giorni fa (luglio 2025) che a seguito di dettagliati report di Carabinieri e Polizia, su ordine della autorità competenti è iniziata la demolizione, per non specificati motivi di sicurezza, delle baracche lungo i murazzi di Malamocco con vive proteste dei fruitori e “proprietari”
Che una delle tradizioni più consolidate del litorale veneziano sia destinata a sparire? Personalmente non lo credo e neppure lo auspico.

Sopravvivere lungo il percorso
Il lungo e impegnativo anello va percorso in autosufficienza, soprattutto nella sezione lungo i Murazzi e la spiaggia – metà del percorso – dove non troverete nulla ma proprio nulla da bere e da mangiare. E neppure riparo dal sole.
Numerose possibilità per non schiattare di fame e sete nel percorrere la spiaggia e i Murazzi sono, per contro, disponibili nelle zone abitate che è possibile raggiungere facilmente abbandonando provvisoriamente i tracciati nella natura percorrendo poche centinaia di metri.
Elenchiamo qui di seguito le “stazioni di salvataggio”, mano a mano che le incontrerete lungo il cammino.
Per comodità abbiamo prodotto e pubblicato in calce una tabella di raccordo tra fermata dell’autobus, pennello e locale pubblico per il rifornimento.
Sono brevemente commentati i locali da noi visitati.
El chiosco, a fianco dell’ approdo del ferry boat, bar, snack e piccola ristorazione. Di fianco panchine pubbliche con vista.


Ittiturismo Le Valli, ristorante di mare, alloggi, noleggio biciclette. Aperto pranzo e cena. Buon rapporto qualità/prezzo.


Panificio Ballarin Corrado, ottimi bussolai alla sampierotta, salati (con lievito) e dolci

Ristorante da Nane, storico ristorante, celebre per il pasticcio di pesce. A suo tempo il presidente della Repubblica Francese Mitterrand arrivava fin qua in elicottero appositamente per gustare il pasticcio. Prezzi adeguati alla fama e alla qualità del cibo, ovvero non economico.
Bar gelateria Laguna aperitivi, snack, gelati con possibilità di sedersi sul muretto fronte laguna.


Bar ristorante Gatto Rosso, ottima cucina, prezzi giusti. Unico posto a Pellestrina dove sono riuscito a bere una radler. Piccola terrazza sulla laguna dove mangiare.


Locanda Stravedo, praticamente il solo posto dove alloggiare a San Piero. Sempre pieno. Ristorante con piccola terrazza sulla laguna, non testato.
Panificio Ballarin Malta, a Portosecco eccellenti bussolai alla sampierotta salati (senza lievito) e dolci. I miei preferiti.

Ristorante da Memo, ottima cucina, posizione un po’ sacrificata, buona la veranda aerata.


Fronte Laguna, piccolo negozio di generi alimentari, ottima gastronomia e panini fatti al momento.


Ristorante Tra Mare e Laguna ottima cucina. Lungo la ciclopedonale, con accesso anche dalla Strada Comunale dei Murazzi, nei pressi della fermata bus Pennello 10


Negozio alimentari, Strada Comunale della laguna n. 1118

Bar pizzeria Dea (non testato)

Osteria D’amare (non testato; passando ho visto un’ampia scelta di vini di qualità)

Pescaturismo Pianeta Mare
Osteria la Rosa. Già luogo di ritrovo dei socialisti veneziani (vedi i reperti). Ho mangiato bene ma non benissimo. Prezzo giusto. Mettete sotto interrogatorio il simpatico titolare e uscirete carichi di gustosi aneddoti politici e sociali.


Al Punto Pizza, strada dei Murazzi
Ristorante Le Meraviglie di Alice
Ristorante Da Celeste, uno dei locali più prestigiosi dell’ isola. Bellissima veranda sulla laguna. Attenzione : coperto “speciale” per i pochi tavoli a picco sulla laguna.

Bar trattoria Laguna (non testato)

Gelateria Patriarca

Bar Dolce Isola Apre presto la mattina, ideale per fare colazione. Ampia varietà di dolci

Panetteria Caffè Cuore non in vista dalla Strada della Laguna e senza insegna all’esterno. Locale bene arredato e confortevole, ampia scelta per colazioni, snack e aperitivi. Punto vendita dei prodotti da forno dell’ottimo panificio Ballarin Malta di Portosecco.

Ristorante Ai Pescatori, unico ristorante aperto tutto l’ anno; menù lavoratori e alla carta. Consigliato per il rapporto qualità prezzo.


Alimentari Scalabrin
Bar la Riva panini, cicchetti, tramezzini, tranci di pizza. Vista laguna. Possibilità di giocare al biliardo 🙂

Ristorante Antico Portello
Noleggio bici AGIP
Chiosco Da Moro. bar con plateatico vista laguna (consumazioni con supplemento vista)
Coop supermercato sulla strada principale all’ inizio dei Murazzi

Cosa si mangia a Pellestrina
Cozze e vongole che sono allevate in laguna, davanti all’isola, come condimento per la pasta o come “saltada”.

Qui la pasta con i peoci è condita alla sampierotta, un ragù di peoci in rosso. Pasticcio di pesce. Seppie di laguna, sogliolette e calamaretti spillo, pescato di grande pregio ma in stagione. Pescato locale alla griglia o fritto.








PS: ogni foto di cibo è stata scatta da noi nel corso dei vari pranzi che abbiamo fatto qaundo siamo andati in esplorazione per tracciare questo itinerario.
Fontanelle d’acqua potabile
Lungo il percorso, nelle zone abitate lungo la Strada Comunale della Laguna, si incontrano numerose fontanelle di acqua potabile, ne abbiamo repertoriate ben 11. Di seguito ne indichiamo la posizione con riferimento ad un luogo riconoscibile. Da nord a sud.
- In riva poco prima del Panificio Ballarin Corrado
- In riva poco dopo il Panificio Ballarin Corrado
- In riva, poco oltre
- Davanti al Ristorante Da Nane
- Poco dopo il Ristorante Da Memo
- A fianco bar pizzeria DEA, all’inizio dell’abitato di Pellestrina
- Nel piazzale della Scuola materna Zendrini
- Dopo la caserma dei Carabinieri e del ristorante da Celeste, tra gli oleandri
- Davanti al Bar Osteria Laguna
- Nel piazzale della Chiesa di Ognissanti
- Poco dopo il piazzale, in una piazzetta chiusa











Tabella di raccordo
| Numero fermata autobus | Denominazione fermata autobus | Pennello/diga | Accesso a | Note |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Santa Maria del Mare | 1 | Bar el Bacaro Ittiturismo Le Valli | Punto di partenza del percorso |
| 2 | Pennello 2 | 2 | Uscita dalla spiaggia del percorso | |
| 3 | Belvedere | 3 | Panificio Ballarin Corrado | Fontanelle 1, 2 e 3 |
| 4 | Biblioteca | 4 | Rist. Da Nane Rist. Gatto Rosso Gelateria Laguna Locanda Stravedo | Fontanella 4 |
| 5 | Calle Tardivi | Picccolo Museo della Laguna sud | ||
| 6 | San Pietro Cimitero | 5 | Rist. Da Memo Panificio Ballarin Malta | Fontanella 5 |
| 7 | Portosecco | 6 | Alimentari Fronte Laguna | Unicredit |
| 8 | Campi Sportivi | 7 | ||
| 9 | La Mara | 8 | Zona selvaggia, dighe isolate | |
| 10 | Centro Ittico | 9 | Zona selvaggia, dighe isolate | |
| 11 | Pennello 10 | 10 | Ristorante Mare e Laguna | |
| 12 | Piovini | 11 | Negozio Alimentari | |
| 13 | Sant’Antonio | 12 | Farmacia | |
| 14 | Scuola Media Loredan | 13 | Bar pizzeria Dea Osteria d’amare | Fontanella 6 |
| 15 | Scuola Zendrini | Banco San Marco Fontanella 7 | ||
| 16 | Madonna dell’Apparizione | 14 | Osteria La Rosa Supermercato COOP Al Punto Pizza | Poste italiane Banca Intesa |
| 17 | Campo Stella | 15 | Rist. Celeste Bar trattoria Laguna Pizza da Maury Rist. Ai Pescatori | Accesso del percorso alla spiaggia Fontanelle 8 e 9 |
| 18 | Tra Rose | 16 | Bar Riva Supermercato COOP | Fontanelle 10 e 11 |
| 19 | Cimitero | 17 | Chiosco da Moro | Noleggio bici AGIP |
| 18 | Zona selvaggia. Accesso dalla strada per Ca’ Roman | |||
Autore
Gianni Marconato


