Itinerario n. 92 – Venezia nascosta
Panoramica
Un’esplorazione di Venezia di 17 km con una settantina di ponti.
Un itinerario che si sviluppa prevalentemente nelle zone meno frequentate della città — calli, campielli interni, fondamenta tranquille — riducendo al minimo il passaggio nelle aree più affollate, come Piazza San Marco, che rimangono comunque nodi obbligati per la conformazione urbana.
Il tracciato segue l’intero profilo della città, attraversando sestieri diversi con continui cambi di direzione dettati dalla struttura della città storica.
Lungo il percorso si aprono numerosi punti panoramici sulla laguna e sul Bacino di San Marco, ciascuno con una prospettiva diversa.
Fondo sempre pavimentato, nessun dislivello significativo oltre ai ponti (circa 70 salite/discese brevi).
Percorso consigliato nelle prime ore del mattino o nei periodi meno affollati.
Un itinerario che è un invito a riflettere sulle trasformazioni di Venezia a città sempre più da ammirare e sempre meno città da vivere, una città che si sta trasformando in un prodotto, una città che è alla ricerca di una propria identità tra un passato vivo e glorioso, un presente incerto e un futuro tutto da costruire.

Dati tecnici
Chilometraggio
17 km
Dislivello complessivo
Quello della settantina di ponti
Punto di partenza
Piazzale della Stazione Ferroviaria di Venezia
Traccia GPX
Mappa

Profilo altimetrico
Percorso pianeggiante
Descrizione tecnica
Premessa tecnica
Non è semplice descrivere un percorso a Venezia dove si cambia direzione ogni poche centinaia di metri se non ad ogni decina: si corre il rischio di compilare un elenco infinito di “gira a destra” o ” gira a sinistra” e di essere poco utili. La nostra scelta è, quindi, di:
- Suddividere il percorso in 5 zone per segmentare in piccole porzioni una “pietanza” indigesta;
- Fare una descrizione sintetica usando punti – elenco, limitando così il numero di parole necessarie;
- Segnalare prioritariamente solo elementi visibili per indicare i cambi di direzione; quando citiamo le denominazioni di calli, campielli, fondamenta – sempre visibili in loco – lo facciamo per dare un elemento aggiuntivo e per rassicurare che si è sul percorso corretto;
- Inserire fotografie solo quando necessario e per dirimere ambiguità.
Per seguire il percorso potete:
- Tenere sott’occhio sul telefono la descrizione analitica del percorso così come appare online: è la modalità che vi mette a disposizione le informazioni più complete;
- Stampare la descrizione analitica usando lo strumento posto in calce ad ogni pagina, selezionando cosa stampare e cosa no (qui un breve tutorial);
- Scaricare la traccia GPX sul telefonino e aprirla con un’app dedicata (GPX Viewer, Garmin…);
- Scaricare e stampare la descrizione sintetica presente qui in calce;
- Scaricare la descrizione sintetica in versione smartphone presente qui in calce.
Qualora si dovesse perdere il percorso così come lo abbiamo concepito, nessun problema: sarà un bel perdersi e prima o poi si ritroverà la via della salvezza, fosse anche sotto forma di un imbarcadero del vaporetto che ci porterà al punto di partenza.
Nonostante tutte le accortezze, la descrizione che segue rimane “noiosa” ed è utilizzabile solo seguendola passo dopo passo ricorrendo ad uno degli strumenti indicati qui sopra. Non è una descrizione da memorizzare; i punti in cui cambiare direzione sono un centinaio.

Dalla Stazione ferroviaria alle Fondamenta Nove
- Usciti dalla stazione ferroviaria ci si dirige a sinistra lungo Lista di Spagna lasciando il Ponte degli Scalzi a destra e si procede fino all’ altezza della pasticceria Dal Mas (una delle migliori di Venezia, consigliata per la colazione)
- Qui si svolta a sinistra in Calle de la Misericordia, tra un bar e un negozio.
Si prosegue fino alle nuove abitazioni moderne (in precedenza area industriale SAFFA): tenere la destra, attraversare il piccolo complesso e arrivati in un Campo con alberi ci si tiene sul lato sinistro per imboccare una calle che curva a sinistra - Arrivati alla Fondamenta si segue il canale fino a un ponte più grande: attraversarlo a sinistra.
- Si percorre questa fondamenta fino all’ altezza del Ponte dei Tre Archi (impossibile non riconoscerlo), lo si attraversa, si prende la fondamenta a sinistra che si percorre fin quasi alla fine dove si tiene la destra passando per un ampio sottoportico presente in un gruppo di case di nuova costruzione

- Proseguire sempre diritti fino al grande Ponte dei Tre Archi (inconfondibile).
Lo si supera, si prende la fondamenta a sinistra e la si segue fino quasi al termine.
Qui si svolta a destra, passando per un varco che introduce in un complesso di edilizia sociale con, a sinistra , vista aperta sulla laguna e, nelle giornate limpide, sulle montagne. - Si sbuca in bella Sacca e Fondamenta San Giacomo: lunga, quieta, perfetta per una sosta sulle panchine.
Continuando verso destra, si attraversa il primo ponte (Ponte Moro) e si prosegue per la lunga Fondamenta degli Ormesini, oggi vivace zona di bar e locali (attraversando il terzo ponte – struttura in metallo – Ponte del Gheto Novo, si entra nel Ghetto Ebraico). - All’altezza della trattoria Da Rioba, imboccare Calle Larga.
Superato un ponte, si arriva in Campo dei Mori (piccola sosta: osservare le sculture), non lontano dalla casa del Tintoretto. - Proseguire e attraversare un secondo ponte per raggiungere la Chiesa della Madonna dell’Orto (visita consigliata).
- Tenere la destra e percorrere la Fondamenta Contarini fino al termine, poi ponte a destra e calle stretta fino a Fondamenta de l’Abazia.
- Percorrendo la Fondamenta, dopo un pittoresco sottoportico si entra nel campo omonimo, poi ponte a destra: si costeggia l’ex chiesa e Scuola Grande della Misericordia, un tempo palazzetto del Venezia Basket.

- Attraversare il ponte a sinistra: la calle curva, si lascia a sinistra il raro Ponte Chiodo (senza parapetti) e si prende il primo ponte a sinistra e si attraversa un sottoportico.
- Usciti dal sottoportico, tenere la sinistra per una lunga calle che porta, dopo un ponte, a Fondamenta Nove, con vista ampia verso Murano e Cimitero monumentale di San Michele.

Dalle Fondamenta Nove all’Arsenale
- Tenendo la destra si percorre l’ampia fondamenta.
Si superano tre ponti consecutivi e si passa sul retro dell’Ospedale dei Santi Giovanni e Paolo (il monumentale atrio principale, sul lato opposto, merita una visita; prendere Fondamenta dei Mendicanti). - Alla fine della fondamenta la calle obbliga a svoltare a destra: si segue una stretta calle che conduce in un piccolo campo.
- Si attraversa il campo e si imbocca la calle sulla sinistra.
Superato il ponte — con davanti il Liceo scientifico – già Chiesa di Santa Giustina — si gira a destra aggirando l’edificio, tenendolo sempre sulla sinistra. - Attraversato il Campo tenendo la sinistra, si passa tra l’edificio e un palazzo civile. A fine Calle si gira a destra e si raggiunge un nuovo campo, Chiesa di San Francesco della Vigna.
(Consigliata una breve sosta nei chiostri, accessibili tramite il cancello sulla sinistra del campo). Qui è ancora presente – pur non funzionante – il gasometro a supporto delle attività produttive e per l’illuminazione urbana. - Girando intorno la chiesa e girando a sinistra alla fine della Calle del Cimitero si ritorna nuovamente in laguna, all’altezza dell’imbarcadero Celestia.
Tenendo la destra, (possibilità consigliata): attraversare il piccolo ponte in ferro per imboccare la “calle” che costeggia il muro dell’Arsenale, unica nel suo genere. Sul posto capirete il perché dell’interesse per questa “Calle”.
Camminando si possono sbirciare, attraverso le finestre, le Tese dell’Arsenale e le ampie sale dove veniva fusa la pece per i vari usi marinari; alla fine del percorso si raggiunge un piccolo spiazzo erboso.
Da qui si ritorna indietro allo stesso imbarcadero. - Tornati al ponte di ferro, si scende e si tiene la sinistra e attraverso il varco tra due alti edifici si arriva in Campo de la Celestia.
Lo si attraversa completamente e si prende il ponte sulla sinistra.
(Nel successivo campo di Santa Ternita è presente una fontana.)

- Si gira intorno all’ edificio di sinistra del Campo, si attraversa il ponte Donà (o de la Scoazzera) e si imbocca la prima calle a destra, dove all’angolo si trova una locazione turistica.
Attenzione: poco dopo, sulla sinistra, si apre un sottoportico con sopra un fregio marmoreo raffigurante un angelo.
Passare attraverso il sottoportico per raggiungere una fondamenta che costeggia nuovamente i muri dell’Arsenale, sull’altro lato del canale. - Si percorre la fondamenta tenendo la sinistra al bivio, si supera il ponte (davanti una chiesa), si tiene la sinistra e si raggiunge l’ingresso monumentale dell’Arsenale, punto iconico della città.

Dall’Arsenale a Sant’Elena
- Lasciato l’Arsenale sulla sinistra, si supera il Ponte del Paradiso che si ha davanti.
- Scesi dal ponte si tiene la destra e, all’altezza del Circolo Ufficiali della Marina Militare, si imbocca l’ampia calle sulla sinistra.
- Si passa davanti all’ingresso della Biennale – Arsenale e si segue il tracciato naturale della calle.
- Dopo il ponte in ferro si tiene la sinistra, percorrendo Fondamenta della Tana.
- Si imbocca quindi la quarta calle a destra, che porta nell’ampia Via Garibaldi, cuore del sestiere popolare di Castello

- Qui si tiene la sinistra fino alla testa del canale, dove è ormeggiata una barca-negozio di frutta.
- Si prosegue tenendo il canale sulla sinistra e si attraversa il secondo ponte (Ponte di Santa Ana) e si procede lungo la calle
- Si supera Campo de Ruga.
- Sulla destra, il caratteristico sottoportego Zurlin, noto per essere il più basso sottoportico della città.
- Si prosegue dritti fino a vedere davanti a sè uno degli ingressi della Biennale attraverso un ponte; poco prima di raggiungerlo si svolta a destra in Calle Larga di Castello.
- Attraverso un lungo ponte si raggiunge l’isola di San Pietro di Castello.
- All’uscita del ponte, si apre un campo alberato con panchine e la monumentale Basilica di San Pietro, antica cattedrale di Venezia prima che la principale chiesa della città fosse San Marco.

- Si tiene il campanile a sinistra e si segue la calle principale, prima a destra e a sinistra.
- Poco oltre uno dei padiglioni della Biennale si tiene la destra, si attraversa un secondo lungo ponte in legno che riporta fuori dall’isola.
- Tornati sulla fondamenta percorsa in precedenza, non prendere il primo accesso che conduce in un’ area chiusa e prendere la prima calle a sinistra (anche la seconda va bene: sono parallele).
- Si attraversa un quartiere di edilizia popolare del primo ’900, ambiente urbano sorprendentemente diverso dalla Venezia tradizionale.
- Si procede fino alla fondamenta successiva, da dove — oltre il ponte che si andrà a superare — si vede la Chiesa di San Giuseppe di Castello.
- Attraversato il ponte, si percorre la calle a fianco della chiesa e si gira a sinistra in Rio Terà Sant’Isepo (antico canale interrato).
- Superato l’Istituto Nautico (nota personale: qui l’autore dell’itinerario ha frequentato le scuole superiori) si prende la prima calle a destra, poi subito la sinistra.
- Superata la biblioteca della Biennale e attraversato il ponte si entra nel quartiere verde e quieto di Sant’Elena.

Da Sant’Elena all’Accademia
- Entrati a Sant’Elena lungo Viale XXIV Maggio, si prosegue diritto e si imbocca la prima calle a sinistra, non seguire il più ampio e alberato Viale IV Novembre.
- Si attraversa l’area residenziale (architettura abitativa del 900) fino a raggiungere lo specchio d’acqua sul versante sud-est dell’isola dove è presente una darsena.
- Seguendo Via Piave, si costeggia il bordo estremo di Venezia passando davanti allo storico Stadio Penzo, il più antico stadio ancora attivo in Italia, la Chiesa di Sant’ Elena, il Collegio Navale Militare Morosini.

- Si prosegue lungo l’intero perimetro dell’isola, camminando tra giardini, alberi, panchine e viste aperte sul Bacino di San Marco.
- Quest’area è ideale per una sosta: bar con plateatico vista laguna, panchine ombreggiate, oppure trattorie (aperte soprattutto in stagione).
- Proseguendo lungo la strada si raggiunge il ponte dei Giardini, che conduce nella zona del Parco delle Rimembranze e poi nel grande viale dei Giardini Pubblici.
- Da qui si apre una delle più belle prospettive di Venezia: San Giorgio, Punta della Dogana, la Salute, San Marco.
- Superata l’area della Biennale, si entra in un tratto molto frequentato: Riva Sette Martiri.
- Avendo sempre il fronte lagunare a sinistra, si procede scavalcando otto ponti fino all’ingresso di Piazza San Marco.
- In Piazza si tiene la sinistra e la si attraversa completamente, costeggiando le Procuratie, fino ad entrare sotto il porticato del Museo Correr.
- Superato il porticato e lasciato sulla destra il piccolo chiosco in legno, attraverso il varco tra i negozi Fendi e Chanel si imbocca la calle che attraversa la zona delle boutique del lusso in direzione Accademia, si supera un ponte (San Moisè) e si continua lungo Calle Larga XXII Marzo, asse elegante con boutique alla moda.
- Proseguendo lungo la direttrice principale si raggiunge Campo San Maurizio, dove è piacevole rallentare un attimo lo sguardo tra palazzi storici e botteghe e dal quale si esce dal suo lato destro.
- Continuando lungo la calle che ha alla sua destra la chiesa di San Maurizio si entra nel grande Campo Santo Stefano, dominato dalla statua di Nicolò Tommaseo.
- Tenendo la sinistra, si percorre l’ultimo breve tratto fino al Ponte dell’Accademia.
- Dalla sua sommità si gode una delle viste più iconiche e maestose di Venezia: il Canal Grande nella sua piena profondità prospettica.

Dall’Accademia alla Stazione ferroviaria
- Scesi dal Ponte dell’Accademia, si tiene la sinistra e poco dopo ancora a sinistra seguendo la calle che corre parallela al Canal Grande.
- Si passa davanti al Museo Peggy Guggenheim, riconoscibile dal giardino-scultura e dal basso profilo dell’edificio.
- Continuando a zig-zag tra calli e piccoli ponti si raggiunge la Basilica della Salute, che si tiene sulla destra.
- Si prosegue lungo la Fondamenta della Salute fino alla Punta della Dogana, uno dei punti panoramici più suggestivi della città:
- – a sinistra Palazzo Ducale e Basilica di San Marco
- – di fronte San Giorgio Maggiore
- – a destra l’isola della Giudecca e il Redentore
- Doppiata la Punta, si continua lungo la riva del Canale della Giudecca, percorrendo tutta la Fondamenta delle Zattere e superando sette ponti.
- Lungo questo tratto si consiglia una sosta alla storica Gelateria da Nico per il celebre Gianduiotto, un trancio di gelato al gianduia affogato nella panna montata fresca.
- Superato l’ultimo ponte delle Zattere si lascia la Venezia più antica e si entra nell’area di San Basilio – Santa Marta, già terminal croceristico, storico porto e sede di attività produttive (visibile la ciminiera dell’ex cotonificio), infrastrutture riconvertite a sedi universitarie, uffici. Questa riva è stata costruita dove c’era una spiaggia.
- Seguendo la strada che costeggia prima il Canale della Giudecca e successivamente il Canale di Santa Chiara, con vista sulla zona industriale di Marghera, si supera il nuovo fabbricato del Tribunale (architettura contemporanea) e all’altezza delle sbarre, si prende la stradina che scende a destra , si procede sotto la monorotaia del People Moover attraversando anche il ponte, si imbocca la fondamenta a sinistra e dopo il sottopasso si arriva in Piazzale Roma.
- Attraversato il Ponte della Costituzione (ponte di Calatrava), si raggiunge la Stazione Ferroviaria di Santa Lucia, punto finale dell’itinerario.




Fontanelle d’acqua potabile

- Campo San Francesco della Vigna
- Campo Santa Ternita
- Corte Bianco
Punti di interesse
Venezia è tutta un “punto di interesse” e sarebbe necessario fare una citazione ogni passo. Per questo itinerario, che ci porta a conoscere una Venezia insolita, dedichiamo questa sezione ad una Venezia davvero diversa da quella che conosciamo, non quella dei grandi palazzi, delle piazze e dei Campi monumentali ma presentiamo la Venezia industriale, o quel che è rimasto degli insediamenti produttivi che nell’ 800 e ‘900 (anni ’30) hanno dato vita e prosperità alla città, oltre il turismo, un esempio di “fabbrica urbana”, integrata nella vita della comunità, che la ha dato forma economica e sociale, dando vita ad un vero e proprio “movimento operaio” che aveva il suo fulcro nel “rosso” Campo Santa Margherita (non attraversato dal nostro itinerario). Una realtà produttiva fatta di migliaia di addetti, tantissime donne.

Un’immagine emblematica della Venezia industriale e dei cambiamenti indotti nel tessuto urbano e non solo sociale ed umano: qui la chiesa di S. Girolamo, utilizzata a metà ‘800 come mulino a vapore: il campanile fungeva da ciminiera
Citiamo qui gli insediamenti produttivi di tipo “industriale” che si trovano lungo il nostro percorso, o nelle vicinanze, indicando la tipologia delle attività svolte e cosa c’è ora.

Dalla Ferrovia alle Fondamenta Nove
Una premessa in tema: la stazione ferroviaria è stata costruita a fine Ottocento, quando gli austriaci abbatterono un convento e occupando una parte del giardino mistico dei Carmelitani Scalzi.
Area Saffa
Quest’area – che si attraversa all’inizio del nostro itinerario – era adibita nell’Ottocento ad attività industriali; si trovava una conteria (fabbrica di perle di vetro) e la fabbrica di fiammiferi Baschiera (poi Saffa), che arrivò ad occupare 1.000 operai, in gran parte donne. Questa area industriale è stata dismessa intorno agli anni ’20 e successivamente demolita e ricostruita in due lotti nel 1988 e nel 2001 come quartiere di edilizia popolare. E’ stato conservato qualche reperto delle attività produttive del tempo. L’area si attraversa al termine della prima calle.

Macello di San Giobbe
A metà Ottocento furono concentrate qui tutte le attività di macellazione del bestiame prima
sparse per la città. Ora sede di attività universitarie. Visibile sul lato opposto del canale passato il Ponte dei Tre Archi, prima di entrare nella zona residenziale.

Silurificio Whitehead – ex Orto Botanico
A ridosso del Macello, all’altezza dell’imbarcadero Crea, poco prima del Ponte dei Tre Archi è presente una vasta area già sede di una fabbrica di siluri, attiva fino ai primi anni del ‘900 e successivamente adibita ad area per attività sportive dei dipendenti dell’azienda che sarebbe diventata ENEL e loro familiari. Dagli inizi degli anni 2000 l’area è abbandonata e in attesa di nuova destinazione.
L’area non è accessibile; una parte del parco e di alcuni edifici sono visibili dalla calle che dall’interno della stazione ferroviaria, binario 1 Nord, porta all’area universitaria prima di attraversare il nuovo ponte Valeria Solesino.

San Girolamo: Chiesa – Mulino – Chiesa
Curioso destino quello di questa chiesa. Trasformata in mulino a vapore nel 1840 con il campanile che ospitò la ciminiera (vedi testimonianza grafica qui sopra) per rifornire di farina i panifici della città e ritornata al culto nel 1870 quando a causa dell’imposizione della Tassa sul Macinato non fu più conveniente macinare in questo contesto. Visibile dalla Fondamenta delle Capuzine poco prima del ponte per il Ghetto.

Mosaici Orsoni
Storica fabbrica di mosaici fondata nel 1888 e ancora attiva. Raggiungibile superato il Ponte dei Tre Archi girando a destra e imboccando il Sottoportego dei Vedei.

Fonderia Valese
Fondata nel 1913 da Luigi Valese e gestita fino al 2006 dai suoi figli è rimasta l’unica fonderia artistica nella Venezia insulare. Attualmente è gestita da un ex dipendente, Carlo Semenzato. La parte produttiva è presente in Fondamenta Madonna dell’Orto.

Select, distilleria Pilla
Aperitivo alla moda prodotto dalla distilleria Pilla dal 1920. La prima sede di produzione è stata a Venezia, in Calle della Canonica, nei pressi della Basilica di San Marco (ora sede di un edificio religioso) e successivamente spostata a Murano e a Marghera. Da poco è aperta Ca’ Select in Fondamenta Madonna dell’Orto dove viene prodotto l’infuso base, ma è soprattutto un luogo celebrativo dell’origine veneziana dell’aperitivo.

La prima sede

Da Fondamenta Nove all’Arsenale
Gazometri
Ex area industriale del 1841 costruita in un’area prima destinata a convento, situata dietro al Campo di San Francesco della Vigna. Qui veniva prodotto e conservato gas da carbone per l’illuminazione pubblica che ha sostituito il precedente sistema di illuminazione convenzionale basato sull’olio o sulle candele. Dismessi ad inizio 900 perché insufficienti a garantire la produzione necessaria e sostituiti da altri impianti più funzionali in zona Santa Marta (dismessi anch’essi), l’area è ora oggetto di progetti di bonifica (grave inquinamento del suolo) e rigenerazione urbana per trasformarsi in uno spazio verde, culturale e comunitario, con proposte che vanno da aree ricreative a giardini verticali.

Dall’ Arsenale a Sant’Elena
Arsenale
Imponente complesso di cantieri navali nato nel XII secolo (prime notizie storiche del 1104), fondamentale per la potenza marittima della Serenissima, si è espanso attraverso ampliamenti successivi per produrre navi, remi e cordami con metodi industriali, diventando una delle più grandi fabbriche del mondo, precursore della produzione di massa, con una storia di sviluppo, abbandono e recente riconversione. Nel periodo di massimo fulgore,1880) arrivò ad occupare quasi 4.000 addetti. Dal 1980 una porzione importante degli spazi è stata restaurata dalla Biennale di Venezia ed è ora una delle sedi delle sue attività. Nel nostro itinerario percorriamo quasi l’intero perimetro del complesso a cominciare dal lato nord, lungo la passerella sospesa.
Da Sant’Elena all’Accademia
Niente da segnalare
Dall’Accademia alla Stazione Ferroviaria
Magazzini del Sale, i grandi magazzini della Serenissima
Costruzioni del 1400 alle quali si passa davanti una volta superata la punta della Dogana e utilizzati dalla Serenissima per il deposito del sale e mantenuti in attività fino all’inizio del ‘900. Attualmente sono utilizzati per esposizioni d’arte e sede in compagnie remiere.
Mulino Stucky
Dalla parte terminale delle Zattere, poco prima del Ponte di San Basilio, si può notare sulla Riva opposta del Canale della Giudecca un grande edificio, costruito a fine 800 in forme insolite e audaci per l’architettura veneziana: è stata sede fino al 1954 sede di un mulino e pastificio. Agli inizi degli anni 2000 l’intero complesso è stato interessato da imponenti lavori di ristrutturazione e trasformato in albergo di alta fascia e altre strutture residenziali.

Cotonificio (Cotonificio Veneziano, poi Cotonificio Olcese)
Imponente stabilimento industriale fondato nel 1883 e attivo fino agli anni ’60. Oggi è facilmente identificabile per l’alta ciminiera, Nei progetti originali avrebbe dovuto essere quattro volte più grande e occupare 3000 operai; alla fine, invece, assunse dimensioni più “ridotte” e la manodopera fu di “solo” 900 operai, in gran parte donne. Oggi ospita l’università di architettura (IUAV). Si transita davanti poco dopo il ponte di San Basilio.

Manifattura tabacchi
Nasce a fine Settecento, anticipando la tendenza a scegliere quest’area marginale della città per attività produttive rivolte soprattutto al mercato della terraferma. Per tutto l’Ottocento le operaie della manifattura, le celebri tabacchine, diventeranno una presenza caratteristica in città: prototipo di operaie combattive e, allo stesso tempo, di donne fiere ed emancipate. Chiusa l’attività produttiva nel 1996, attualmente l’area è soggetta ad un poderoso intervento di restauro per ospitare la Cittadella della Giustizia. Il complesso è visibile (dall’esterno) da Piazzale Roma a lato dell’edificio moderno del nuovo tribunale.

Fuori itinerario
Pur fuori dal nostro itinerario citiamo alcune realtà produttive, alcune ancora attive, per la loro rilevanza in termini di tipologia del prodotto e numero degli occupati.
Jesurum
Azienda attiva dal 1870 per la produzione di seta, lana, cotone e merletti che ai tempi della fondazione occupava 2.400 addetti. La prima sede produttiva fu nel sestiere di Castello, nella chiesa sconsacrata dei Santi Filippo, Giacomo e Apollonia, edificio che venne suddiviso in piani a seconda del tipo di produzione. Azienda tuttora attiva con la produzione di biancheria esclusiva per casa, yacht e jet privati. La storica sede è ora sede di mostre e installazioni artistiche.

Junghans, fabbrica di orologi
Attiva alla Giudecca dalla metà del 1800, è stata una delle più importanti fabbriche di orologi del tempo. Attiva fino agli anni 70 del secolo scorso con 700 dipendenti. Negli anni ’20 a Venezia si producevano 1.500 orologi al giorno; durante la seconda guerra mondiale 4000 persone erano impiegate nella produzione di spolette militari. Nel secondo dopoguerra, dopo la chiusura dell’Arsenale di Venezia (fine anni cinquanta), è la realtà produttiva e occupazionale più importante della città insulare (circa 650 persone), specializzata nella fabbricazione di ordigni bellici (soprattutto mine), fino alla sua chiusura nel 1971. Negli anni duemila, dopo un restauro che ne convertì l’uso, negli stabili della fabbrica sono stati aperti un teatro (2005, ricavato dall’ex bunker antiaereo) e dei complessi residenziali (2008), conservando entrambi il nome storico di Junghans.

Nota Bibliografica
Nella mia ricerca di materiale di documentazione per dare qualche informazione affidabile ho trovato questi riferimenti:
- Pubblicazione: Itinerari di archeologia industriale a Venezia. Materiali di documentazione, 1978, dove vengono repertoriati 130 siti produttivi di diverse dimensioni. Di questa pubblicazione ho potuto consultare un estratto a cura di Nicola Randolfi. Q04-05.pdf
- Altro importante documento: ITINERARIO VENEZIA INDUSTRIALE: IL MOVIMENTO OPERAIO E LE TRASFORMAZIONI DELLA CITTÀ TRA ‘800 E ‘90 a cura di Giovanni Sbordone, qui ITINERARIO RISORGIMENTO
- Utile capitolo dedicato alle attività produttive nel bel libro di Alessandro Marzo Magno, Venezia. Una storia di mare e di terra
Descrizione del percorso – da scaricare
Versione per stampare in A4
Versione per visualizzare su smartphone anche offline
Itinerario a cura di Gianni Marconato
