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Itinerario n.97: Possagno, Castel Cesil, Monte Palon e Cima della Mandria.

Panoramica

Un favoloso anello di 16 km con 1398 metri di dislivello positivo, con partenza dal Tempio Canoviano di Possagno. Si imbocca subito il segnavia 195: un vertical che non concede tregua fino al Castel Cesil. Da qui si prosegue verso il Monte Palon, attraversando un vero museo diffuso tra trincee, postazioni, gallerie e storia scolpita nella roccia. Il percorso continua fino alla Cima della Mandria, un balcone naturale con vista sul Grappa, sulla pianura e sulle Dolomiti. Il rientro avviene lungo il sentiero 189, tecnico, vario e mai banale.

È un itinerario da affrontare con scarpe da trekking o trail. I bastoncini sono vivamente consigliati, sia per l’elevata pendenza sia per il fondo insidioso. È inoltre opportuno portare con sé una buona scorta d’acqua, poiché lungo il tragitto non sono presenti fontanelle.

Dati tecnici

Chilometraggio

16 km

Dislivello complessivo

1328 D+

Punto di partenza

Area parcheggio di fronte al Tempio Canoviano a Possagno.

Traccia GPS

Per Google Maps

File GPX

Mappa

Descrizione tecnica

Si parte dall’area parcheggio di fronte al Tempio Canoviano, a 318 m s.l.m., ottimo luogo dove lasciare il mezzo.

Con il tempio di fronte, si prosegue lungo la strada asfaltata che lo costeggia sulla sinistra e, da qui, si prende come riferimento il segnavia n. 195 per Castel Cesil.

Si continua lungo l’asfalto per 850 m; al capitello con la scritta “Casa Sacro Cuore” si abbandona la strada asfaltata per imboccare il sentiero sterrato.

Qui comincia una salita di 3 km con una pendenza media del 20%: il primo chilometro presenta un fondo ben pressato, mentre negli altri due il fondo è più sconnesso e tecnico.

Si segue il sentiero principale, mantenendo il segnavia n. 195 oppure seguendo i segni bianchi e rossi sugli alberi o sulle rocce.

Raggiunto l’asfalto, si prosegue verso destra; allo stop successivo si svolta ancora a destra. Dopo 400 m, in prossimità del cartello “Cavaso del Tomba”, si imbocca la scalinata sulla sinistra con la scritta “Sentiero del Fante”.

Successivamente si prosegue lungo un tratto di trincee, alcune postazioni di vedetta e grotte, fino a raggiungere un’area picnic. Si imbocca poi il sentiero a fianco, raggiungendo così la cima con la croce del Castel Cesil, a 1142 m s.l.m., dove, nei giorni limpidi, c’è la possibilità di ammirare un favoloso panorama sui Colli Asolani, il Piave, il Montello e la pianura.

Con lo sguardo rivolto verso la pianura, si ruota di 180°, si imbocca il sentiero n. 212, che da qui diventa il segnavia da seguire, con indicazioni per Monte Palon e Cima della Mandria.

Si scende ripidamente lungo il sentiero per 250 m, quindi si continua in direzione di Cima della Mandria percorrendo in salita la trincea per 330 m, fino a raggiungere la croce del Monte Palon e ammirare una panoramica più elevata rispetto al Castel Cesil e ancora più estesa.

Si procede seguendo il Sentiero della Memoria, con la possibilità di ammirare numerose trincee, postazioni di artiglieria in grotta e punti di vedetta, percorrendo la dorsale del Monte Palon.

Si prosegue per 1,3 km in salita lungo il crinale, segnalato dal segnavia n. 212 o E7, con una pendenza media del 16%, oltrepassando la cima a 1305 m s.l.m. fino a raggiungere Bocca di Forca, a 1402 m s.l.m.

Si prosegue mantenendo sempre il segnavia n. 212 E7, seguendo i pali lungo il prato. Si sale poi per 500 m. fino a raggiungere Cima della Mandria, a 1480 m s.l.m., con la sua chiesetta, luogo suggestivo per la posizione dell’edificio e per il favoloso panorama che spazia dalla laguna Veneta ai Monti Feltrini.

Si procede in discesa oltre la chiesetta; raggiunto l’asfalto, si tiene la sinistra e, al successivo bivio, ancora la sinistra. Lungo la strada, sulla destra, si possono notare i resti di una teleferica della Prima guerra mondiale. Si continua così lungo la strada per 500 m.

Si raggiunge il cartello di fine Pieve del Grappa; sulla destra si può ammirare il panorama dal Salto de a Cavara. Si prosegue poi, abbandonando l’asfalto, lungo il sentiero che passa sotto il cartello.

Successivamente si procede in discesa per 350 m fino a raggiungere il sentiero 189. Si mantiene il tracciato seguendo i segni bianchi e rossi sugli alberi o sulle rocce, dopodiché si scende per 1,6 km con scarsa segnaletica, facendo attenzione a non scivolare a causa del fondo molto pendente e insidioso, tra foglie, ciottoli e rocce, fino a raggiungere l’asfalto.

Giunti alla strada, si procede verso destra e poi si abbandona l’asfalto imboccando il sentiero sulla sinistra, seguendo le indicazioni per San Rocco Possagno e il segnavia 189. Da qui la segnaletica migliora e si mantiene sempre il segnavia per 3 km.

Si raggiunge l’asfalto della località San Rocco; si procede verso destra e, dopo 50 m, ancora a destra. Si risale la scalinata fino a raggiungere la Chiesa di San Rocco, con la possibilità di ammirarla. Si percorre poi interamente in discesa la scalinata della Via Crucis fino a sbucare a fianco del Tempio Canoviano, quindi si svolta a destra per raggiungere il piazzale del Tempio, luogo dove abbiamo parcheggiato il mezzo.

Fontanelle d’acqua potabile

Consiglio una risorsa idrica perché non ci sono fontanelle durante il percorso.

Punti di interesse

Tempio Canoviano

Il Tempio Canoviano di Possagno è costruito su un’altura soleggiata, ai piedi del Col Draga e presso la valle di San Rocco, a circa 330 metri sul livello del mare, di fronte alla Casa natale dell’artista.Lo si vede da lontano per chi arriva da est (Pederobba), da sud (Vallorgana) e da ovest (Fietta). Poggia su tre ampie gradinate di diversa pendenza e su un vasto acciottolato di “cógoli” raccolti sul Piave e disposti in artistiche forme geometriche (progetto di Giuseppe Segusini, 1850).Osservando il Tempio dall’esterno si possono distinguere tre elementi architettonici, l’uno inserito nell’altro, come fossero parti armoniche di un’ideale successione: il colonnato, che richiama il Partenone di Atene; il corpo centrale, simile al Pantheon di Roma; l’abside dell’altare maggiore, elevata di sei gradini rispetto agli altri due elementi, a significare la cattedrale cristiana.

Le tre parti possono essere considerate i simboli di tre età della Storia: la civiltà greca, la cultura romana e infine la grandezza cristiana, compimento ultimo e salvifico della Storia di ogni singolo uomo e di tutto l’Universo, che trova il suo significato profondo nel mistero della Trinità, raffigurata nella pala dell’altare maggiore di Canova e nell’affresco nell’arcata del presbiterio di Giovanni De Min.Il Tempio è dedicato alla Trinità (ricordata nel frontone con la scritta in latino DEO OPT MAX UNI AC TRINO: a Dio Ottimo e Massimo, Uno e Trino) e l’Artista lo ha voluto come chiesa parrocchiale del suo paese, come dono alla Religione cattolica; sostituisce la precedente chiesa, risalente al Mille, abbattuta non appena fu ultimato il Tempio.

Fonte e info: www.tempiocanoviano.it

Castel Cesil e Monte Palon

Per chi vuole osservare da vicino le trincee che testimoniano i mesi drammatici del 1917-1918 sul Massiccio, le trincee sul Monte Palon e quelle vicine di Castel Cesil sono una tappa quasi obbligata perché propongono un viaggio nella memoria attraverso una delle linee di difesa orientale del Grappa meglio conservate, grazie anche al paziente lavoro di recupero del Gruppo Alpini Possagno.Entrambe le postazioni divennero essenziali nel corso dell’ annus horribilis, a ridosso del Monte Tomba, punto di controllo sul Piave e per questo sede di linee di difesa di “massima resistenza”.

Il recupero ha interessato il tratto che dal rifugio Palon porta alla cima del Monte, da quota 1205 a 1306 metri, con la riapertura di circa 1000 metri di trincee, 300 metri di gallerie e la sistemazione di alcuni baraccamenti e appostamenti.Punto di osservazione strategico sulla pianura trevigiana e sul Piave, il Monte Palon fu in diverse occasioni nelle “mire” del tenente Erwin Rommel, che tentò ripetutamente senza successo di prendere questa linea fortificata, come si evince anche dai suoi diari.

Le trincee di Castel Cesil sono raggiungibili a piedi attraverso il sentiero CAI 212, che parte da Cavaso del Tomba, oppure si può arrivare dalla cima del Monte Tomba e da qui prendere una strada bianca in direzione ovest, che passa da Malga Miet. Si arriva prima a Castel Cesil, poi sul Monte Palon. Il sentiero Monte Tomba-Cima della Mandria attraversa tutti questi luoghi.Oggi si possono ammirare, accanto alle trincee, le diverse postazioni di artiglieria, le gallerie destinate al deposito dei materiali, le baracche per il ritrovo della truppa e l’osservatorio.

Le trincee si possono visitare liberamente in qualsiasi momento o mediante delle visite guidate organizzate, su richiesta o in occasioni di particolari eventi, grazie al gruppo Alpini di Possagno. Per le scolaresche sono previste delle visite diurne e delle esperienze notturne.In auto si arriva attraverso varie strade secondarie da Possagno, Cavaso del Tomba o Pederobba.

Fonte: massicciodelgrappa.it

Percorso della memoria

Il percorso è intitolato in onore e a ricordo di coloro che hanno combattuto e sono caduti nei tragici eventi della Prima Guerra Mondiale, con l’ambizione di riaffermare il valore essenziale della pace, soprattutto alle giovani generazioni.Il cammino ripercorre le trincee del Monte Palon, punto d’osservazione fondamentale, durante il Primo Conflitto Mondiale, verso Cima Grappa, il Monte Tomba e la pianura verso il Piave.

Si possono ammirare quasi 1000 metri di trincee, gallerie, baraccamenti, postazioni d’artiglieria in caverna, fortificate per mitragliatrici e bombarde, tutte visitabili in autonomia o accompagnati, lungo un percorso che segue la dorsale del Monte Palon.Iniziato nel 2003, il recupero della linea difensiva, voluto e realizzato dal Gruppo Alpini Possagno e da alcuni volontari, ha compreso l’utilizzo nei lavori anche degli ultimi muli, ancora in attività.

Fonte: massicciodelgrappa.it

Cima della mandria

Si trova nel comune di Pieve del Grappa (TV), sul versante sud del Monte Grappa, a 1482 m circa. La sommità è riconoscibile per la chiesetta/capitello e per i prati aperti che la circondano.

Cima della Mandria è una delle cime più panoramiche del Massiccio del Grappa, affacciata sulla pianura veneta, offre un panorama a 360°:

A sud sulla pianura trevigiana, Montello e, con buona visibilità, fino a Venezia.

A nord sulle Dolomiti e dorsali del Grappa

A ovest sul Monte Cesen e creste verso Paderno del Grappa

A Est linee di cresta verso il Feltrino.

Teleferica della prima guerra mondiale

Sopra la Valle di San Liberale, poco sotto la chiesetta di Cima della Mandria, sono ancora visibili i resti di una vecchia teleferica militare della Prima Guerra Mondiale.

Era una delle linee logistiche costruite dagli italiani per trasportare materiali, munizioni e viveri verso le quote alte del Massiccio del Grappa.

Salto de a cavara

Il Salto dea Cavara è un punto panoramico noto per la vista apertissima: a sud la pianura trevigiana scende verso Possagno, Paderno e il Montello; a est si alzano le dorsali del Monte Tomba e di Castel Cesil con le loro creste boschive; mentre a ovest il panorama corre verso il Grappa, aprendo scorci sulle prime valli del Feltrino.

Chiesa di San Rocco

La chiesetta di San Rocco, posta a metà costa sopra Possagno e raggiungibile anche tramite la monumentale Via Crucis, è da secoli un luogo caro alla comunità.

Circondata da cipressi e da edifici un tempo usati per ritiri e attività civiche, mantiene un’atmosfera raccolta nonostante la vicinanza alla strada.L’edificio ha pianta ottagonale, con portale e dettagli in pietra locale.

All’interno ospita tre altari: quello principale dedicato a San Rocco, protettore contro la peste, e gli altri due a San Michele e San Giuseppe. Sono presenti statue, bassorilievi e un paliotto della Sacra Famiglia.

Accanto sorge il campanile del 1855, eretto come voto durante il colera. Poco sopra si trova anche il Monumento del Buon Pastore (1938), oggi purtroppo in stato di degrado.

La storia del luogo è segnata da restauri, voti popolari e interventi comunitari: dalla costruzione della Via Crucis donata da Pio X ai lavori più recenti sostenuti dalle associazioni del paese.

San Rocco rimane un punto di riferimento identitario per Possagno, simbolo di memoria e appartenenza.

La nostra bussola – Descrizione dei percorsi da scaricare

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Itinerario a cura di Mirco Salvador

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