|  |  | 

Itinerario n 93 – Itinerario dei due forti

Panoramica

Un itinerario che unisce storia, laguna e paesaggio contemporaneo, muovendosi lungo una soglia continua tra terra e acqua.
L’Itinerario dei Due Forti collega Forte Marghera e Forte Bazzera attraversando il Parco di San Giuliano, gli argini dell’Osellino–Marzengo e le barene della laguna nord, in un percorso sorprendentemente vario e ricco di suggestioni.

Si parte dal cuore di Forte Marghera, luogo di stratificazioni militari e civili, oggi spazio aperto e vissuto, per poi uscire gradualmente verso ambienti sempre più aperti. Il passaggio nel Parco di San Giuliano introduce alla dimensione lagunare: l’orizzonte si apre su Venezia, Murano, Burano e Torcello, mentre il percorso accompagna il passo lungo argini, canali e aree verdi riconquistate.

Da Passo Campalto l’itinerario segue la linea sottile che separa acqua e terra, con la laguna sempre presente e il rumore degli aerei in atterraggio a Tessera a ricordare la complessità di questo territorio di confine. L’arrivo a Forte Bazzera segna un nuovo cambio di ritmo, tra memoria militare, infrastrutture idrauliche e paesaggi aperti.

Il percorso offre diverse varianti, dal breve anello del Parco di san Giuliano al percorso “Da Forte a Forte”, all’estensione a Punta Lunga fino a tratti più “wild” che permettono di entrare fisicamente nella barena, nel rispetto delle condizioni ambientali e della marea.
Un itinerario che non è solo da correre o camminare, ma da leggere, seguendo il dialogo continuo tra storia, natura e trasformazioni urbane.

Dati tecnici

Chilometraggio

22 km (10 km + 12 km)

Dislivello complessivo

Percorso pianeggiante

Punto di partenza

Mestre, parcheggi di Forte  Marghera. Un piccolo parcheggio è presente all’ingresso del Forte; uno più ampio è situato in Via Forte Marghera nei pressi della stradina che porta al Forte (arrivando da fuori Mestre dopo la stradina d’ingresso, sulla sinistra).

Traccia GPX

Prima parte: Forte Marghera, Parco San Giuliano, Passo Campalto e ritorno

Seconda parte: Passo Campalto, Forte Bazzera, Punta Lunga e ritorno

Mappa

Parte prima: Forte Marghera, Parco San Giuliano, Passo Campalto e ritorno via oasi lagunare

Parte seconda: Passo Campalto, Forte Bazzera, Punta Lunga e ritorno

Profilo altimetrico

Percorso pianeggiante

Descrizione tecnica

Nota di attenzione ambientale

Alcuni tratti dell’itinerario attraversano ambienti lagunari e barenali, ecosistemi delicati e soggetti a variazioni legate alla marea e alle condizioni meteorologiche.
Le varianti più esplorative, in particolare quelle che si inoltrano nella barena, sono percorribili solo in condizioni favorevoli e richiedono attenzione, rispetto del luogo e buon senso.

Si raccomanda di:

  • rimanere sui tracciati esistenti,
  • evitare il passaggio in caso di marea alta o terreno fangoso,
  • non disturbare la fauna e non lasciare tracce del proprio passaggio.

Correre e camminare in questi luoghi significa attraversarli con rispetto, accettandone i limiti e la fragilità.

Giro di Forte Marghera

Prima o dopo aver effettuato il percorso principale consigliamo di compiere il giro di Forte Marghera. Notizie sull’area nella sezione “Punti di interesse”.

  • Entrare nel Forte
  • Tenere la sinistra. Questa è la zona “sociale” del complesso (bar, chioschi …) subito dopo l’ingresso
  • Seguire la strada asfaltata
  • All’installazione Stop Playing si procede dritto su sterrato e attraverso un ponte si esce dalla cinta murata interna del Forte
  • In questo punto tendo la destra, tra casette basse si arriva all’ ingresso principale
  • Seguire il percorso con fondo asfaltato.
  • Attraversato un varco nella cinta muraria si raggiunge un’area con cimeli bellici e il Museo Storico Militare di Forte Marghera
  • Proseguendo si ritorna al punto di ingresso principale
  • L’ anello è di 1,300 km che con il passaggio trasversale (AR) diventa di 1.850.

Da Forte Marghera al Parco di San Giuliano e a Passo Campalto

  • Partenza all’altezza dell’ ingresso del Forte.
  • Tenendo il Forte a destra si procedere per la strada asfaltata che costeggia il fosso esterno alla cinta muraria
  • Attraversare Via Forte Marghera e percorrere la strada ciclo pedonale
  • Attraversare Viale San Marco e imboccare Ponte Europa, la ciclo pedonale in salita
  • Si arriva nel Parco di San Giuliano nei pressi di Porta Arancio (Bar e toilette)
  • Scesi dal ponte si prende a destra la rotonda lasciando sulla sinistra l’infrastruttura e il parcheggio sulla destra
  • Si procede in senso antiorario lungo il percorso pedonale esterno (campo di calcio a dx)
  • Alla rotonda si tira dritto
  • Si supera una struttura a sx, (toilette e fontanella)
  • All’ altezza della Porta Gialla si arriva in laguna con vista su Venezia, Murano, Burano e Torcello
  • Per percorrere in tutta la sua lunghezza il fronte laguna tenersi sempre con la rete di recinzione sulla destra e attraversare un breve tratto erboso (dicembre 2025, in attesa del completamento del percorso su fondo di cemento
  • Si attraversa un’ area verde inaugurata a dicembre 2025
  • Superato uno scivolo per imbarcazioni inizia il percorso storico lungo laguna
  • Superato il lungo bacino per ormeggio si abbandona l’ area lagunare , si continua a sinistra in leggera salita fin quasi alla sommità della collinetta
  • Si tiene la destra e poi ancora a destra in leggera discesa  costeggiando l’ area cani e si esce dal Parco
  • Dopo le due sbarre si prende a sinistra e subito a destra per superare il ponte e si procede la ciclo – pedonale che costeggia il Canale Osellino – Marzengo
  • Dopo poco la strada inizia a costeggiare la laguna con vista su Venezia all’ orizzonte
  • Si procede con a sinistra il canale e a destra la barena e la laguna fino a Passo Campalto

Da Passo Campalto a Forte Bazzera e Punta Lunga

  • A Passo Campalto si attraversa la strada e si procede lungo l’argine dell’Osellino – Marzengo, lato laguna, in direzione Forte Bazzera, sempre con vista laguna
  • Al ponte seguiamo la pista che curva a sinistra e continuiamo sull’argine opposto, lato terra.
  • Volendo continuare lungo l’argine lato laguna seguire la variante descritta al termine di questa sezione
  • Continuando sul nuovo argine (con interruzione per lavori – aggirabili – dicembre 2025), si aggira l’idrovora di Tessera e il fondo stradale diventa asfaltato
  • Avvicinandoci a Forte Bazzera si sente molto vicino il rombo degli aerei in atterraggio a Tessera
  • Arrivati al Forte (area aperta per visite sabato e domenica – forse) si può rientrare per lo stesso percorso oppure continuare per un supplemento di laguna
  • Noi procediamo tenendo il canale sulla destra, attraversiamo il ponte, teniamo la destra e percorriamo un lungo tratto di strada lagunare, con un continuo atterrare di aerei (siamo all’inizio della pista di atterraggio dell’aeroporto di Venezia – Tessera)
  • Superata l’ idrovora prendiamo il sentiero sterrato a sinistra e ci inoltriamo in barena tenendo, al bivio, la sinistra, percorriamo il sentiero fino a toccare l’acqua della laguna e calpestare – fino a dove la marea lo consente – l’ area soggetta ad emersione e immersione.
  • Si riprende il cammino lungo la stradina sterrata tenendo sempre la sinistra e costeggiando la laguna fino a Punta Lunga si riprende l’ampia strada sterrata lungo l’ Osellino – Marzengo fino alla polveriera di Forte Bazzera, Questa variante è di 2 + 2 chilometri

Ritorno

  • Si ritorna lungo il percorso fatto in precedenza fino a Passo Campalto. Nel rientro suggeriamo di attraversare l’oasi naturalistica dell’Osellino. Al termine del tratto lungo la laguna, non si segue il percorso su strada sterrata – fatto all’andata – che curva leggermente a destra ma si continua dritto lungo l’ argine erboso passando attraverso un varco ricavato nelle rete di recinzione della piccola Oasi naturalistica e passando alla sinistra del cancello.
  • Seguiamo il tracciato principale dove il calpestio è più evidente, tenendo sempre la barena alla nostra sinistra e attraversiamo un’area selvaggia tra rovi e canne palustri con numerosi squarci sulla sacca lagunare e sulle barene.
  • Al bivio teniamo la destra e scavalchiamo una montagnola seguendo il sentiero battuto (tracce di passaggio di biciclette) che dopo l’attraversamento dell’ oasi nel senso della sua profondità ci riportiamo sulla strada “principale” lungo il canale.
  • Dopo il ponte si rientra nel Parco di San Giuliano
  • Saliamo sulla collinetta e percorriamo l’anello più ampio (quello esterno) avendo a riferimento la scultura di Toni Benetton (la teniamo sempre alla nostra destra). Qui stupenda vista su Venezia
  • Superiamo la fontanella , ci risconettiamo con l’ anello interno, teniamo la sinistra in discesa
  • Alla rotonda, prendiamo la seconda strada a sinistra e alla successiva rotonda teniamo la destra in direzione della struttura bianca (bar e toilette)
  • Superata la struttura si tiene la destra e ci troviamo davanti il ponte per rientrare a Forte Marghera.

  • Procediamo in salita fino alla sommità della collinetta che raggiungiamo tenendo la sinistra alla rotonda poi a destra e nuovamente a sinistra puntando alla scultura di Toni Benetton, punto sommitale dell’altura artificiale (costruita sopra un sarcofago di cemento armato per contenimento di terreno inquinato raccolto durante la bonifica dell’area, ex discarica di rifiuti urbani)
  • Completiamo in senso orario l’ anello superiore (stupenda vista su Venezia e, un po’ meno incantevole su Marghera)
  • Procediamo in discesa seguendo il percorso asfaltato
  • Alla rotonda prendiamo la seconda stradina a sinistra e poi a destra puntando alla struttura bianca (bar e toilette)
  • Superata la struttura si tiene la destra e ci troviamo davanti il ponte per rientrare a Forte Marghera.

Variante wild – dentro la laguna

ATTENZIONE questo sentiero termina dopo 2 chilometri in barena davanti a Punta Lunga (traccia rossa inferiore), ma vale la pena percorrerlo per l’ambiente naturale in cui ci porta.

Percorso in Punta Lunga (in alto) e punto di arrivo del percorso “wild”

Nel percorso da Passo Campalto verso Forte Bazzera prima di girare a sinistra e attraversare il ponte, volendo continuare lungo l’argine lato laguna si può procedere dritto lungo uno sentiero con fondo compatto. Un sentiero naturalistico di raro fascino che ci porta dentro la laguna, a ridosso della barena.

Inizialmente il sentiero è abbastanza ampio e facilmente percorribile ma successivamente si restringe. Nei tratti in cui l’argine è coperto di vegetazione è ben decespugliato (dicembre 2025). Seguendo la traccia di calpestio sul terreno, in alcuni tratti si scende dalla sommità dell’argine per continuare a livello barena.

Questo breve percorso termina nel fango della barena, dove un ramo del canale sfocia in laguna, all’altezza di Punta Lunga, raggiungibile agevolmente con il percorso principale.

Variante Tutto San Giuliano


Volendo fare solo un breve percorso (5 km) di pura bellezza, consigliamo di percorrere l’anello che nella descrizione precedente abbiamo incluso per un primo segmento di 3 km e mezzo nella prima parte di questo itinerario e per un secondo di 1 km e mezzo nella seconda.

Il punto di partenza di questo anello è dalla Porta Rossa (e relativo parcheggio). Seguendo le indicazioni presenti nella descrizione dell’itinerario principale si può percorrere buona parte del Parco, compreso un lungo tratto sulla laguna con vista Venezia

Venezia dal Parco di San Giuliano

Fontanelle d’acqua potabile

Numerose fontanelle sono presenti all’interno del Parco di San Giuliano

Punti di interesse

Campo trincerato di Mestre – i Forti

Il Campo Trincerato di Mestre è un complesso sistema difensivo costruito tra la fine del XIX secolo e i primi decenni del XX secolo per proteggere la laguna di Venezia e l’accesso alla terraferma.

In origine il progetto prevedeva la costruzione di circa 12 forti, disposti a “raggiera” intorno a un nodo centrale (il più importante dei quali è il Forte Marghera).

I lavori iniziarono ufficialmente negli anni 1880–1890, ma la storia del sistema difensivo mestrino è più ampia, in parte anticipata da fortificazioni precedenti.

Con l’evolversi delle tecniche militari (artiglierie a lungo raggio, cambiamenti nella guerra) molti di questi forti persero rapidamente la loro utilità militare.

Dopo decenni di abbandono o uso marginale, alcuni forti sono oggi recuperati e riqualificati come siti culturali, parchi urbani o musei.

Forte Marghera

Quando e da chi fu costruito

  • È la fortificazione più antica e allo stesso tempo il perno intorno al quale si sviluppò l’intero campo trincerato mestrino.
  • La costruzione iniziò sotto dominazione austriaca nei primi anni del XIX secolo, ma fu ripresa e completata sotto il governo napoleonico.
  • L’opera fu ultimata nel 1814.

🔹 Perché fu costruito

  • La posizione era strategica: da lì si controllavano i canali d’ingresso lagunari e le vie che collegavano Mestre a Venezia, per difendere la laguna da attacchi provenienti dalla terraferma.
  • Il forte ha pianta a stella (con bastioni e linee difensive concentriche), fossati alimentati dalle acque lagunari, e un “porto interno / darsena” a garanzia dei rifornimenti via acqua in caso di assedio.

🔹 Evoluzione e fine uso militare

  • Con il cambiamento delle tecniche belliche, la fortificazione perse progressivamente la sua utilità militare.
  • Nel corso del Novecento fu utilizzato come deposito e magazzino militare.
  • Nel 1995 l’esercito smise di usare il forte.

🔹 Stato attuale / uso oggi

  • Oggi è di proprietà del Comune di Venezia.
  • È sede della Fondazione Forte Marghera, che gestisce il recupero e la valorizzazione culturale del sito.
  • Dal 2017 circa ospita eventi, mostre d’arte e iniziative culturali (ad es. progetti legati alla Biennale di Venezia) oltre a spazi verdi aperti al pubblico.

In sintesi: Forte Marghera è il cuore storico e architettonico del sistema difensivo mestrino — da presidio militare d’élite a spazio culturale e urbano di grande valore

Forte Bazzera


Quando e da chi fu costruito

  • È parte della “seconda generazione” di fortificazioni del Campo Trincerato di Mestre. w
  • Il forte fu completato nel 1910.

🔹 Perché fu costruito

  • Fu concepito come polveriera e punto difensivo avanzato per proteggere l’area lagunare nord-orientale, in corrispondenza dei canali Bazzera e Osellino–Marzenego, aree strategiche per l’accesso alla laguna e per il controllo territoriale a nord-est di Venezia.

🔹 Evoluzione e fine uso militare

  • Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale e l’obsolescenza delle fortificazioni tradizionali, il forte perse la sua funzione difensiva.
  • Fu abbandonato e per un tempo è stato usato come discarica.

🔹 Stato attuale / uso oggi

  • A partire dagli anni ‘90 è stato oggetto di recupero.
  • Oggi è riconosciuto come “oasi naturale” e spazio culturale, tra i canali e nella vegetazione, rappresentando un polmone verde residenziale/lagunare vicino a Tessera ed aeroporto.

In sintesi: Forte Bazzera incarnava la generazione più moderna di fortificazioni mestrine: concepito come deposito polveri e difesa avanzata, oggi reinventato come area verde e spazio di valore naturale e territoriale.

Alcune note generali: declino e riuso

  • Molti dei forti costruiti dopo il 1880 persero rapidamente efficacia militare a causa dell’evoluzione dell’artiglieria e della guerra moderna.
  • Diverse strutture (magazzini, polveriere, depositi) vennero convertite a uso logistico già nei primi decenni del ‘900.
  • Dopo la dismissione militare (alcuni nel 1915, altri negli anni ’80–’90), molti forti rimasero abbandonati per anni.
  • Negli ultimi decenni è in corso un processo di recupero: alcuni forti (come Marghera e Bazzera) sono oggi valorizzati, inseriti in percorsi culturali, naturalistici o museali; altri restano semi-dimenticati o di accesso limitato.

TABELLA DEI FORTI DEL CAMPO TRINCERATO DI MESTRE

1. Forte Marghera

  • Periodo: inizi XIX sec. (Napoleonico/Austriaco, completato 1814)
  • Funzione: fulcro difensivo della laguna, presidio principale
  • Zona: Mestre sud-est
  • Stato attuale: restaurato, parco culturale, area visitabile

2. Forte Manin

  • Periodo: fine XIX sec. (1880–1890)
  • Funzione: difesa a nord della città, copertura verso Carpenedo–Favaro
  • Zona: Mestre nord
  • Stato attuale: parco urbano, strutture parzialmente conservate

3. Forte Carpenedo

  • Periodo: 1880–1890
  • Funzione: difesa nord-est, controllo direttrici Favaro/Treviso
  • Zona: Carpenedo
  • Stato attuale: molto ben conservato, gestito da associazioni culturali

4. Forte Mezzacapo (ex Sirtori)

  • Periodo: 1880–1890
  • Funzione: difesa nord-ovest
  • Zona: Zelarino
  • Stato attuale: recuperato, spazi culturali, area verde

5. Forte Tron (o Forte Tessera)

  • Periodo: fine XIX sec.
  • Funzione: difesa nord-est verso la laguna e Tessera
  • Zona: zona Aeroporto Marco Polo
  • Stato attuale: esterno visibile, interno spesso non visitabile

6. Forte Bazzera

  • Periodo: 1910
  • Funzione: polveriera e difesa avanzata lagunare
  • Zona: Tessera / Canale Osellino
  • Stato attuale: oasi naturalistica, area verde molto suggestiva

7. Forte Gazzera

  • Periodo: 1880–1890
  • Funzione: difesa ovest del campo trincerato
  • Zona: Gazzera / Chirignago
  • Stato attuale: visite guidate, struttura ben conservata

8. Forte Poerio

  • Periodo: fine XIX sec.
  • Funzione: difesa sud
  • Zona: Malcontenta – Marghera
  • Stato attuale: parzialmente recuperato

9. Forte Cosenz (ex Forte Poerio Secondo)

  • Periodo: fine XIX sec.
  • Funzione: difesa sud-ovest del sistema
  • Zona: Marghera sud
  • Stato attuale: area verde con resti leggibili

10. Forte Rossarol (ex Forte Mandruzzato / Rosi)

  • Periodo: fine XIX sec.
  • Funzione: copertura sud-est
  • Zona: Marghera / via Fratelli Bandiera
  • Stato attuale: struttura presente, area verde

11. Forte Pepe

  • Periodo: fine XIX sec.
  • Funzione: copertura ovest-nordovest
  • Zona: Mestre ovest (vicino a Zelarino)
  • Stato attuale: in parte nascosto da vegetazione

Punta Lunga

Area di barena lagunare facilmente accessibile dopo aver percorso il segmento di pista ciclo – pedonale dopo Forte Bazzera. Seguendo il tracciato descritto nell’itinerario principale si arriva – in sicurezza – nell’area fangosa che fa da confine variabile tra la barena e la laguna vera e propria. Una deviazione unica per chi vuole provare l’emozione di un’ esperienza dentro – dentro la laguna

Si tratta di una lingua di terra che si è venuta a creare negli anni ’50 a seguito dello spostamento verso sud della foce del Canale Osellino – Marzengo per la costruzione dell’aeroporto di Tessera. In una planimetria del 1876 il toponimo storico “punta lunga” era, invece, riferito ad una porzione di barena all’interno della Palude del Monte più ad est e ora inaccessibile.

La punta di Punta Lunga

Area lagunare dell’Osellino – area rinaturalizzata

L’Itinerario dei Due Forti si sviluppa quasi interamente lungo il margine nord della laguna di Venezia, in un tratto di confine dove la città di Mestre incontra un paesaggio che, pur apparendo naturale, è il risultato di profondi mutamenti avvenuti nel corso del Novecento.

Il percorso costeggia la laguna seguendo il tratto terminale del Osellino–Marzenego, un corso d’acqua che per secoli ha trasportato sedimenti verso la laguna, contribuendo alla formazione di barene e bassi fondali. Qui il cammino si svolge su argini e superfici rialzate, oggi rinaturalizzate e percorribili, affiancate da barene vere e proprie, non accessibili perché periodicamente sommerse dalla marea e caratterizzate da suoli fangosi instabili.

Il paesaggio che si attraversa non è una laguna “intatta”. A partire dalla metà del XX secolo, l’area è stata interessata da interventi idraulici, rettifiche dei corsi d’acqua e grandi dragaggi, legati sia alla manutenzione dei rii veneziani sia alle opere infrastrutturali della laguna, come il Canale dei Petroli. In questo contesto, numerose superfici del margine lagunare sono state rialzate o rimodellate mediante riporti di sedimenti, modificando profondamente la morfologia originaria.

Terminata la fase più intensa di utilizzo tecnico e industriale, molte di queste superfici sono state progressivamente rinaturalizzate. In questo contesto, rinaturalizzare non significa riportare l’ambiente allo stato originario, ma lasciare che processi naturali compatibili si riattivino su forme ormai stabilizzate: colonizzazione spontanea della vegetazione, sviluppo di canneti e specie alofile, ritorno di una fauna legata agli ambienti di transizione tra acqua dolce e acqua salmastra.

Oggi l’area attraversata dall’itinerario svolge una chiara funzione ecologica di margine: corridoio ambientale lungo la laguna, zona di alimentazione e sosta per l’avifauna, spazio di transizione tra infrastrutture urbane, fortificazioni storiche come Forte Marghera e Forte Bazzera, e ambiente lagunare aperto.

Camminare o correre lungo questo tratto significa quindi attraversare un paesaggio stratificato, dove natura e intervento umano non si oppongono, ma convivono. Un ambiente costruito, trasformato e infine lasciato evolvere, che oggi può essere percorso con passo lento, mantenendo l’attenzione sui tracciati e osservando, senza entrarvi, gli spazi più delicati della laguna.

Ambiente lungo l’Osellino

  • Margine lagunare di transizione tra acqua dolce e salmastra.
  • Argini e superfici rialzate percorribili, accanto a barene non calpestabili.
  • Presenza di canneti, vegetazione alofila e acque basse di marea.
  • Area favorevole all’avifauna lagunare.

Nota ambientale: le barene sono habitat intertidali instabili e delicati.

Mutamenti nel tempo

  • Laguna storica: barene e bassi fondali modellati da marea e sedimenti.
  • XX secolo: rettifiche idrauliche, arginature e dragaggi lagunari.
  • Colmate e riporti: superfici rialzate create con materiali da dragaggio.
  • Fase attuale: riattivazione spontanea dei processi ecologici.

Lettura CCC: paesaggio costruito e poi lasciato evolvere.

Attenzione e fruizione

  • Resta sui percorsi attrezzati (argini e piste).
  • Non scendere in barena: instabilità e tutela habitat.
  • Rispetta l’avifauna, specie nei periodi sensibili.
  • Ambiente fragile: rifiuti zero.
Fruizione ideale: corsa e cammino consapevoli.

Descrizione del percorso – file da scaricare

Versione per stampare in A4

Versione per visualizzare su smartphone anche offline

Itinerario a cura di Gianni Marconato

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *