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Itinerario n. 94 – Il Sile: Restera, Sil Morto e Casier

Panoramica

Itinerario ad anello che si sviluppa lungo le rive del Sile tra Treviso, Sant’Antonino e Casier, alternando tratti sterrati, brevi raccordi asfaltati e suggestive passerelle sull’acqua.
Dal Prato della Fiera si raggiunge rapidamente il fiume, che accompagnerà gran parte del percorso, seguendo la Restera e i camminamenti dell’antica alzaia in un ambiente fluviale continuo, tranquillo e pianeggiante.

Il tracciato costeggia rami secondari del Sile, attraversa aree naturalistiche di grande fascino e conduce al Cimitero dei Burci, luogo simbolico della storia della navigazione locale, superato tramite una lunga passerella palafittata.
Si prosegue poi verso Casier, affacciandosi sull’ampia ansa del cosiddetto Porto di Casier, con scorci aperti sul paesaggio d’acqua e sulla chiesa del paese, uno dei punti più panoramici dell’itinerario.

Il rientro avviene ripercorrendo la riva opposta del fiume, mantenendo costante il contatto visivo con il Sile e attraversando nuovamente ambienti fluviali, ponticelli in legno e tratti ombreggiati, fino a tornare al punto di partenza.

Percorso lineare, senza difficoltà tecniche, ideale per la corsa lenta, il cammino e l’esplorazione paesaggistica, sempre accompagnati dalla presenza discreta e continua dell’acqua.

Oltre al percorso principale di 15 km è presente una variante più breve, di 11 km, che porta sempre al “porto” di Casier ma evitando il transito lungo il Sil Morto.

Dati tecnici percorso principale

Chilometraggio

15 km

Dislivello complessivo

Pianeggiante

Punto di partenza

Treviso, Prato della Fiera

Traccia GPX

Dati tecnici variante

Chilometraggio

11 km

Dislivello complessivo

Pianeggiante

Punto di partenza

Treviso, Prato della Fiera

Traccia GPX

Mappa tracciato principale

Mappa variante “breve”

Profilo altimetrico

Percorso pianeggiante

Descrizione tecnica – percorso principale

Dal piazzale del parcheggio si tiene sulla destra, un po’ in lontananza, la chiesa e si prende via Sant’ Ambrogio di Fiera. Qui si inizia a percorre la Restera, zona molto frequentata dai runner trevigiani.

Si lascia a sx l’accesso all’ Ospedale e arrivati al Sile si tiene la sinistra, prima su sterrato e poi su asfalto.

Si transita sotto un doppio sovrappasso e poco dopo si tiene la destra per una stradina ciclo pedonale.

Al ponticello si tiene la destra lo si percorre e si prende la destra, su sterrato e lungo un ramo secondario del Sile, il Sil Morto, che con un ampio raggio si ricongiunge più avanti con il ramo principale del fiume.

 Alla biforcazione si tiene la destra, tenendo il Sile sulla nostra destra

Al ponticello sulla destra si può raggiunge il paese di Sant’Antonino ma noi continuiamo lungo il percorso principale

All’ altezza del ristorante Lago Verde si procede dritto

Transitati su un ponticello si prende a destra per una lunga passerella palafittata che ci porta ad attraversare il Cimitero dei Burci.

Attraversato un ponticello, con davanti il ramo principale del Sile, si tiene la destra su ampia strada sterrata.

Al termine di questa strada si arriva ad uno spiazzo/parcheggio dove e si tiene la sinistra

Su strada asfaltata si arriva alla chieda di Casier attraverso il sentiero sterrato che si stacca dalla strada asfaltata. 

Costeggiando l’ampia insenatura del Sile arriviamo all’ Osteria del Porto dove troveremo un servizio cordiale e professionale e possibilità di sedere all’aperto per ammirare il paesaggio fluviale con chiesa sullo sfondo. Nei pressi della chiesa, ottima la Trattoria Al Sile, buon punto anche per uno spuntino.

Si rientra percorrendo il tracciato precedente fino al Cimitero dei Burci.

Costeggiamo lo specchio d’acqua noto come il Porto di Casier, tenendo la chiesa sulla sinistra

Continuiamo tenendo sempre il Sile sulla nostra destra.

Attraversiamo il ponticello con parapetto in legno che troviamo a sinistra.

Percorriamo la passerella su palafitta fino al termine dove teniamo la destra.

Proseguiamo lungo strada asfaltata tenendo il Sile sulla destra.

Al segnale di stop giriamo a destra e attraversiamo il ponte dove abbiamo la Centrale elettrica sulla sinistra.

 Giriamo a destra per la strada sterrata tenendo il Sile sulla sinistra

Continuiamo in questa direzione ad ogni possibile deviazione che incontreremo lungo il nostro per corso.

Transitati sotto il ponte pedonale dell’ospedale (colorato in verde), pendiamo la prima strada sulla destra e arriviamo in Prato della Fiera, nostro punto di partenza.

Descrizione variante “breve”

Si percorre il tracciato principale fino all’attraversamento del ponticello che si trova dopo il doppio sovrappasso.

Attraversato il ponticello si tiene la sinistra e si procede su strada asfaltata tenendo il ramo principale del Sile sulla sinistra.

Si supera la centrale elettrica e si continua lungo la strada principale e prima della curva a gomito verso destra si prende lo stretto sentiero in terra battuta (guardrail sulla destra).

Seguendo questa stradina si arriva alla passerella del Cimitero dei Burci che si attraversa tutta e da qui si segue il precedente tracciato fino a Casier e poi di ritorno al punto di partenza.

Fontanelle d’acqua potabile

Lungo il percorso si incontrano numerose fontanelle di acqua potabile.

Punti di interesse

Il Sile


Il fiume Sile è uno dei corsi d’acqua più affascinanti del Veneto e rappresenta un raro esempio di fiume di risorgiva, formatosi grazie all’emergere in superficie delle acque sotterranee della fascia delle risorgive. Le sue fonti principali, dette “Fontanassi”, si trovano a Casacorba di Vedelago, in provincia di Treviso. Qui il fiume nasce già con una portata importante e con acque limpide e lente, caratteristiche che mantiene per gran parte del suo percorso.

Il Sile attraversa una parte significativa della pianura veneta, scorrendo prima tra campagne e zone umide, poi entrando nel cuore di Treviso, città alla quale dà un fascino particolare con i suoi canali e scorci pittoreschi. Dopo aver lasciato la città, continua il suo cammino verso la laguna di Venezia, sfociando vicino a Portegrandi attraverso l’antico alveo chiamato Taglio del Sile.

Lungo tutto il suo tragitto è protetto dal Parco Naturale Regionale del Fiume Sile, un’area che valorizza gli ambienti fluviali, le paludi, le risorgive e i boschi ripariali. Il parco offre numerosi percorsi ciclopedonali – tra cui la nota Greenway del Sile – ed è habitat di molte specie animali come aironi, martin pescatori, folaghe e numerosi pesci.

Per le sue caratteristiche paesaggistiche, storiche e naturalistiche, il Sile è considerato un luogo di grande pregio, ideale per escursioni a piedi, in bicicletta o in barca lungo i suoi silenziosi meandri.

Il cimitero dei Burci

Il Cimitero dei Burci si colloca in un’ansa riparata del Sile, precisamente alla confluenza tra il “nuovo taglio” del fiume e un ramo detto “Sile morto”.

L’area copre circa 15.000 metri quadri ed è parte del territorio del Parco Naturale Regionale del Fiume Sile.

I “burci” erano robuste imbarcazioni tradizionali a fondo piatto, usate per il trasporto fluviale di merci (materiali da costruzione, legname, carbone, generi vari) lungo il Sile e verso la laguna/area veneta.

Queste barche erano spesso prive di motore e venivano trainate — in epoche passate — da buoi o con corde (“reste”) lungo gli argini, detti “alzaie” o “restere”.

Negli anni ’70, con il declino del trasporto fluviale in favore del trasporto su gomma, molte di queste imbarcazioni furono dismesse. Tra il 1974 e il 1975, i proprietari — detti “barcari” — alcune volte per protesta — gettarono i loro burci in questo tratto del fiume.

Nel corso di ricerche archeologiche condotte tra il 2014 e il 2015, sono stati identificati 13 relitti di burci abbandonati in quell’ansa, di cui alcuni, grazie a documenti, risultano appartenuti a noti armatori locali.

Oggi quei relitti — in gran parte scavati dal tempo e sommersi in parte — formano un paesaggio suggestivo: vecchie chiglie affioranti, legni che si degradano lentamente, acqua, vegetazione e fauna.

Il luogo viene descritto come un “relitto di un passato fluviale”, un sito che custodisce memoria di un’epoca di traffici, fatica e tradizioni.

Una passerella pedonale (sebbene sia vietata la percorrenza di questa passerella in bicicletta, molti ciclisti invece di scendere dal proprio mezzo e procedere a piedi per quel breve tratto lo percorrono in sella alla bici sollecitando le strutture del manufatto concepito per il solo attraversamento a piedi) attraversa la zona: permette ai visitatori di inoltrarsi tra i punti più suggestivi, osservare i relitti e vivere un’esperienza che unisce natura e memoria storica.

Il Cimitero dei Burci rappresenta quindi non solo un reperto storico-archeologico, ma anche un luogo di contemplazione naturalistica, di riflessione sul passato, dove l’acqua, il legno e la vegetazione raccontano la trasformazione del territorio

Descrizione del percorso – file da scaricare

Descrizione da stampare

File per visualizzazione su smartphone

Itinerario a cura di Gianni Marconato

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