Itinerario 6 – Monte Grappa: Santuario Maria Vergine del Covolo – Sacrario del Monte Grappa

16 Feb di admin

Itinerario 6 – Monte Grappa: Santuario Maria Vergine del Covolo – Sacrario del Monte Grappa

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Panoramica

Il complesso del Sacrario del Monte Grappa

Impegnativo Vertical (D + 1.200 metri) attraverso la mulattiera Covolo fino a Cima Grappa per il sentiero 105

Chilometraggio

Km 20

Dislivello positivo

D+ 1.200

Punto di partenza

Parcheggio del santuario della Maria Vergine del Covolo al quale si accede da Pieve del Grappa per via Madonna del Covolo.

Descrizione tecnica

Dal parcheggio si sale per la strada asfaltata fino a quando diventa sterrata e poi mulattiera di guerra, il sentiero sassoso 105 e si sale per circa 7 k a tornanti fino a sbucare nei pressi malga Ardosetta (punti di appoggio dove si può mangiare ma non è sempre aperta).

Si attraversa la strada asfaltata e si prende a sx una strada sterrata, mulattiera (non prendere il sentiero 109) che sale dolcemente per circa 1,5 k e porta ad un’altra strada asfaltata: qui a dx per 6 – 700 metri quando si prende la traccia sul prato e si sale fino all’ossario italiano.

Si gira attorno all’ossario italiano e successivamente a quello austriaco e si scende al rifugio Bassano per la scalinata.

Si prosegue per per un tratto la strada asfaltata percorsa in precedenza e tutto il percorso fatto in precedenza.

Profilo altimetrico

Mappa

Traccia GPS

Punti di interesse

Santuario della Madonna del Covolo: Interessante edificio religioso di antiche origini paleovenete, dal cui parcheggio inizia il percorso qui descritto. La chiesetta subì numerosi ampliamenti ma assunse le forme attuali tra il 1804 e il 1809 su progetto di Antonio Canova, nativo di queste zone.

Malga rifugio Ardosetta: situata a 1.450 metri è un punto di ristoro e alloggio aperto tutti i giorni nel periodo estivo e per brevi periodi durante gli altri mesi

Complesso monumentale di Cima Grappa

Durante la Grande Guerra il Monte Grappa fu protagonista di tre scontri decisivi per la fine della guerra.  Il punto di arrivo del nostro percorso è il complesso monumentale Sacrario Cima Grappa costruito nel 1935 dove sono collocate le salme di 22.950 soldati italiani e austroungarici morti nelle battaglie del Grappa. Queste battaglie si svolsero tra il novembre 1917 e il novembre 1918 e i morti furono quasi 80.000, italiani, austro-ungarici e tedeschi; imprecisato, ma altissimo, il numero di feriti e mutilati.

Da segnalare tra i tanti monumenti e opere commemorative il Torrione Osservatorio sullo sperone la Nave, localizzato alle spalle dell’ex base Nato di Cima Grappa. E’ una grande opera di forma circolare, realizzata con grandi blocchi di pietra del Grappa, da cui è possibile ammirare il paesaggio circostante.

Non solo la prima guerra mondiale ma anche la seconda ha qui un segno: Il Monumento al Partigiano localizzato a circa 300 metri dal piazzale di arrivo della Caserma Milano, su uno sperone di roccia che affaccia sui terreni della Malga Ardosa. L’opera si articola in un percorso obbligato che inizia dalla Strada Cadorna, con un sentiero pedonale che conduce attraverso un camminamento intagliato nella roccia ad una piazzola ove è stata collocata una statua commemorativa dello scultore Augusto Murer. Questa statua si trova dinanzi ad una galleria scavata nella roccia, dove una lapide ricorda la morte di 7 partigiani bruciati vivi nella grotta, lì avvenuta il 22 Settembre 1944 durante il rastrellamento operato dai nazifascisti sul massiccio del Grappa 

Rifugio Bassano
Struttura ricettiva situata all’interno della Zona Monumentale destinata ai visitatori, ospita gli Uffici della Direzione del Sacrario Militare, un bar, una sala pranzo al sacco, una sala ristorante con annessa cucina, le camere per il pernottamento e vari locali di servizio. Nel piazzale di arrivo della SS 141 (ex strada Cadorna) è situata la Caserma Milano, al cui interno è stato allestito una sala museale storica, articolato su due distinti livelli, con armi, attrezzature, foto e documenti dell’epoca.

Autori

Nicoletta Lauretti e Alessandro Peccolo

Foto Nicoletta Lauretti

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